Non si compra se non si può "dàrghe n'òcio" alle vetrine

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Al "niente vasche" di Zaia - scrive la Olga - si è sovrapposto il blocco ai varchi negli uichènd, diciassette Checkpoint Charlie attraverso i quali i non residenti possono passare solo per andare al bar o al ristorante o a fare acquisti nei negozi, che però sono chiusi la domenica, o a messa. Ai checkpoint bisogna dichiarare il motivo per cui si va al di là del point. Uno può dire: «Gò i calséti sbusi e vago a compràrmene un par de nóvi da...» e fa il nome di un negozio di via Cappello. Per essere più credibile, si leva le scarpe e mostra i deolóni che i vien fora dai calséti, facendoli scattare a molla per rendere la cosa assolutamente inconfutabile. Una coppia può dichiarare, ed è lei a parlare anche per lui, «Némo a magnàr i tortèi co' la suca al...». E fa il nome del ristorante. Lui per avvalorare la cosa, esclama «Bòni i tortèi co' la suca!» e si trapana una ganàssa con l'indice cui imprime un movimento rotatorio. Sia quel dei calséti sbusi sia la coppia dei tortèi garantiscono insomma che non vanno in centro a passeggiare, attività proibita dalle norme anti-assembramento. Che dicano la verità è un altro paio di maniche ma ai vigili non resta che fidarsi perché, che sappia io, non credo che abbiano l'ordine di tampinarli fino a destinazione. In ogni caso, ai checkpoint bisogna essere pronti, spigliati, arrivare già con un'idea precisa. Ma si sa che di solito, e parlo dei negozi, si acquista dopo aver visto, dopo aver passato in rassegna le vetrine. «Dove vèto?» chiede il marito alla moglie che sta per uscire di casa. «Vago in centro a dàrghe n'òcio a le vetrine e se cato calcòssa che me comoda me la crómpo». Ma al checkpoint la signora viene respinta perché «dar n'òcio» non è consentito e viene considerata alla stregua di una manza di quelle mandrie di cui, prima del divieto, rimbombava via Mazzini. Potrebbe dire: «Vago a crompàrme un regipèto, porto la quinta» ma mentirebbe perché non è sicura che sia questo il suo obiettivo, e in questi tempi di editti tenebrosi temerebbe le conseguenze della sua bugia. Si capisce allora perché i commercianti del centro sono alla disperazione. "Dar n'òcio" è propedeutico all'acquisto. Senza poter "dar prima n'òcio" non si compra niente. •

Silvino Gonzato