LA POSTA DELLA OLGA

Non abbiamo più la mèio gioventù

La Posta della Olga
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E meno mal - scrive la Olga - che ghémo la mèio gioventù. Ce n'eravamo quasi convinti quando, durante il lockdàun, governo, presidenti di Regione e sindaci si sperticavano in lodi nei confronti dei nostri ragazzi e delle nostre ragazze per i loro comportamenti responsabili (no movida, sì mascherina, niente baci e abbracci, solo concertini patriottici sui pontesèi) contrapponendoli ai vecchi che se ne impipavano delle regole evadendo dalle loro abitazioni a grugno spavaldamente scoperto per andare a far bàito nei supermercati. Poi è arrivata l'estate, il governo ha riaperto le gabbie e la mèio gioventù, dimenandosi nelle discoteche e rugolàndosi in massa sulle spiagge bài nàit, ci ha ridotti sull'orlo di un nuovo lockdàun. Nessuno la addita più come esempio ai vecchi i quali, non avendo più modelli di riferimento, sono disorientati. Sfoglio L'Arena e l'òcio si ferma su un titolo: «In nove non pagano il conto e picchiano il cameriere». Eccoli i soliti veciòti maramaldi e violenti, mi dico. L'òcio poi el sbrìssia sulla pagina a fianco: «Gang al femminile, aggredita ragazza». Le solite canàie de veciòte - mi dico - 'Na òlta le fazéa fis-ciàr le dentiere recitando el rosario e adesso le va in giro par le strade a far Narànsa Mecanica».Poi, invece, slargàndo l'òcio, leggo che nel primo caso nove, tra giovinastri e giovinastre, dopo essere scappati da un bar di piazza Erbe senza pagare il conto da duecento euro, hanno pestato il cameriere singalese che li aveva rincorsi. Nel secondo caso tre sbrìndole hanno malmenato una coetanea per rubarle il telefonino. Leggere queste cose ovviamente non mi ha fatto piacere ma mi sono detta che, se non altro, anche questi episodi avrebbero contribuito alla rivalutassión dei vèci, e infatti mi aspetto che le autorità riconoscano finalmente che le mele marce ci sono anche tra i giovani e che il Circolo delle Cóe Mòle non sia più considerato un covo di criminali e teppisti. Certo è che tra il Covid che impazza e le bande giovanili che scorazzano per la città rendendola sempre più insicura e invivibile, c'è poco da stare allegri. Il mio Gino è andato in Questura a chiedere se per girare con la ciàve inglese in scarsèla come difesa personale ci vuole il porto d'armi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

SILVINO GONZATO