LA POSTE DELLA OLGA

La moltiplicazione
degli "affetti stabili"

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Da domani - scrive la Olga - sarà consentito andare a far visita agli "affetti stabili", come ha deciso il governo. Per quelli instabili, che sono molti di più, bisognerà aspettare la Fase 3, quando forse salteranno tutti i cadenassi che ci hanno tenuti prigionieri in casa. Il mio Gino ha buttato giù una lista degli affetti instabili perché sostiene che sono quelli che danno maggiore soddisfazione. «Vuto védarla?» mi ha chiesto. «No - gli ho risposto - Sto cusinàndo el cunèl». In realtà, se anche il governo ci dicesse quali sono gli affetti instabili farebbe prima perché tra quelli stabili, per non scontentare alcuno, ci ha messo dentro di tutto, anche gli amici di ottavo grado. Nel caso in cui ci fermassero i vigili o i carabinieri bisognerà spiegargli il perché la persona che riteniamo amica lo sia veramente e dovremo raccontargli tutta la storia, a cominciare magari dall'infanzia quando con l'amichetto o l'amichetta giocavamo insieme alle "pice" o alla "péta". E siccome la storia dovrà essere veritiera, dovremmo, se non l'abbiamo già fatto, buttare giù un promemoria su ogni amico o amica cui abbiamo intenzione di andare a fare visita. L'autocertificazione sarà ancora obbligatoria, ma siccome il foglio non basterà per contenere il nostro, per forza di cose, prolisso racconto, dovremo allegare un foglio protocollo o un quadernetto. Se nella lista degli affetti stabili il governo dovesse inserire l'amante, anche in questo caso, per essere credibili, bisognerà circostanziare. Occorrerà dire quando (e forse come) si è cominciato a mettere le corna al coniuge e, in caso di richiesta, dire se quel giorno piovesse o se il cielo fosse sereno. Avendo la Maria Slandróna molti amanti, avrà un bel da fare a ricordare tutto per filo e per segno. Il governo ammonisce che domani non sarà un "Fuori tutti" ma in pratica lo sarà perché il numero dei parenti, dei morosi, degli amici e degli amanti si moltiplicherà. Ci sarà chi potrà uscire di casa tranquillamente ma che non potrà riaprire la bottega che gli dà da vivere. La ressa dei parenti allarma il governo meno di quella dei clienti. E la ramìna la bóie: in ogni città botegari e ristoratori scendono in piazza perché non possono più aspettare. Speriamo che l'impazienza, su tutti i fronti, non ci costi cara. •

Silvino Gonzato

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