La mano sul
cuore e i saluti
equivocati

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Le elezioni - scrive la Olga - saranno anche un'occasione per scambiarsi i saluti tra persone che dopo tanto tempo si rivedono al seggio. L'Oms (l'Organizzazione mondiale della sanità), su suggerimento del bareto, sconsiglia finalmente il volgare saluto emergenziale del cozzo tra gomiti il quale non garantirebbe il canonico distanziamento sociale e suggerisce di surrogarlo portandosi la mano al cuore. Non era proprio quello che intendeva el bareto perché la mano sul cuore è simbolo di affetto, di devozione, di simpatia nei confronti della persona che si saluta mentre si sa che il saluto, quando non si può negare, il più delle volte è convenzionale, privo di trasporto, freddo («M'è tocà saludàrlo ma se avesse podù fàrghene de manco...»). In ogni caso, come sostiene il filosofo-psicologo-sociologo Strusa, la mano sul cuore è spesso un gesto eccessivo, un fiatìn ipocrita, è deferenza forzata e per questo non va generalizzato. E fa l'esempio dell'amministratore del condominio: «Saludàrlo co' la man sul cór, la me par 'na monada e la stessa roba se pol dir par el becàr che te inscartòssa i gambéti de porco». La mano sul cuore, secondo el professor Strusa, quando non è sincera potrebbe essere sostituita dal gesto di levarsi il cappello o la parrucca, dall'occhiolino, da un accenno di genuflessione o di inchino, dal saluto militare. Se si escludono il pugno chiuso o il braccio proteso, che hanno una troppo marcata valenza politica, secondo el professor Strusa, si può ricorrere anche al saluto degli scout, al pollice alzato per significare okèi, alle dita a V, al "Namastè", cioè all'inchino a mani giunte del Dalai Lama. Riprovevoli, ma irreprensibili dal punto di vista del distanziamento sociale, sarebbero per il professor Strusa, il gesto delle corna e dell'ombrello o quello del pollice verso. Scherzoso e quindi passabile, il gesto della pistola, a meno che non sia rivolto a un agente delle forze dell'ordine. Sconveniente, anche se ammesso tra i saluti alternativi, sarebbe l'occhiolino indirizzato da un uomo a una donna che non sia una parente stretta o con la quale non ci sia una tresca in corso. Come ricorda el professor Strusa, spesso saluti equivocati hanno dato origine a risse, anche sanguinose. •

Silvino Gonzato