LA POSTADELLA OLGA

E el dotór Bugansa
prescrive solo tamponi

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Ho accompagnato il mio Gino dal dottor Bugansa - scrive la Olga - perché è qualche giorno che el sòpega per aver scapussato in un maròcolo che tutti dicono sia la prima pietra di un'importante opera pubblica come avrebbe dovuto essere la filovia. Gli faceva male el deolón del piede destro, il piede con cui monta sulla bicicletta. «Gino - gli ho detto - te porto dal dotór parché a seitàr a strapegàr la gamba, te vièn la desfàntola. Da quando c'è il Covid, el dotór Bugansa non visita ma, avendo lo studio al piano terra, dà una sommaria occhiata ai pazienti attraverso la finestra, ascolta, fa la diagnosi e prescrive. Così ha fatto col mio Gino e, senza avergli fatto levare la scarpa, lo ha mandato a fare il tampone. C'era la fila davanti alla finestra del medico e a tutti è stato prescritto il tampone. «Ma dotór, el tampón par un deolón? No gò mia la féara e la sbòssega» si è lamentato il mio Gino. «El dotòr son mi» gli ha risposto el Bugànsa passando al paziente successivo che aveva la diarrea. «El tampón? Devo métarme el tampón?» ha protestato il paziente cui da una tasca della giacca spuntava un rotolo di carta igienica di pronto impiego. «El próa co' la carta sugante» gli ha suggerito uno che aveva sulla testa la borsa del giàsso. Quando è toccato a una signora bella grassa, «Anche a éla el tampón» le ha detto el Bugansa. «Ma dotòr - si è meravigliata - Gò solo dito che ultimamente sudo come 'na ròia e me stènega le leséne». C'era anche una che tutti chiamano Meri Poppins per via delle poppe esagerate. Era preoccupata perché, a forza di inginocchiarsi in chiesa, le era venuto il ginocchio della lavandaia, ma anche lei è stata mandata a fare il tampone. A uno che si era fatto il tampone rapido il giorno prima dopo aver atteso sei ore sotto la pioggia agli Scalzi e chiedeva solo delle pillole per dormire, el dotór Bugansa ha ordinato un altro tampone con la raccomandazione: «Staòlta el se porta l'ombrèla». A un certo punto, senza più ascoltare le magagne dei pazienti, il medico ha cominciato a chiedere solo nomi e cognomi e ha allungato dalla finestra un raffica di richieste di tampone. «Ma gò solo 'n'óngia incarnìa» ha protestato el vècio becàr, subito liquidato con un'alzata di spalle. •

Silvino Gonzato