LA POSTA DELLA OLGA

E adesso al bareto sono tutti Gnegnè

La Posta della Olga
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Al bareto - scrive la Olga - c'è un avventore che chiamano "Gnegnè" perché si lamenta sempre. «Ma come fàla to moièr a soportarte?» gli chiedevano fino a ieri.Ma oggi, che, con i tempi che corrono, anche tutti gli altri sono Gnegnè, gode di pari dignità. Addirittura c'è chi lo vorrebbe candidato sindaco alle prossime elezioni, non perché gli siano riconosciute particolari doti amministrative (in realtà non ne ha alcuna, a parte aver gestito una molonara) ma perché, avendo alle spalle una lunga storia di piagnistei e frignamenti, è considerato la persona giusta al posto giusto.In Comune, ora più che mai, la lagna è all'ordine del giorno, lagne bagnate, tanto che le poltrone dei più gnauloni sono munite di gronde e pluviali per convogliare e scaricare in apposite canalette il prodotto delle ghiandole lacrimali.Come sostiene il filosofo Strusa, citando il pensatore indiano Mudàn Mudandàssa, il lamento è talora un espediente cui si ricorre per scaricare su altri colpe e negligenze proprie o incombenze cui non si riesce a far fronte. Il lagnone non ha sempre torto ma, lagnandosi sempre e comunque, rischia di essere considerato una macchietta. El Gnegnè del bareto lo era ma, come ho detto, oggi che tutti, in un modo o nell'altro, si lamentano, è una persona che sta nel mazzo.Stiamo attraversando una lunga notte - cito ancora el Strusa - in cui tutte le vacche sono nere. «Più che vache sémo pégore spaentà» dice el ragionier Dolimàn il quale scarica la colpa sul governo, colpevole, secondo lui, dello «sbragamento estivo che el 'n'à ridóto a 'sti passi». El Tegolina tira fuori dalla scarsèla il bonus vacanze. «Se l'avesse usà anca mi - sacramenta - ghe sarìa 'na diesìna de contagiadi in più». El Gnegnè è addirittura il più ottimista. Pur frignando, sostiene che, comunque, il sindaco ha promesso che non chiuderà piazza Erbe e neanche le strade che sono piene di turisti. Non chiuderà neanche i cantieri della filovia perché prima di trovare una ditta che lo faccia passeranno lustri. «No parlàr de lustri in tempi così opachi» lo rimbrotta el ragioner Dolimàn bevendo un goto con la cannuccia attraverso il buco praticato appositamente nella mascherina.