L'Italia dei furbetti. Nessuna meraviglia

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Anche a Verona - scrive la Olga - ci sarebbero i furbetti del vaccino, qualche centinaio che, con qualche mezzuccio truffaldino, l'avrebbero fatto senza averne diritto. Ma è la normalità, mi stupirei del contrario. I furbetti si annidano ovunque, ce l'hanno nel sangue la propensione a fregare il prossimo, vizietto di cui si gloriano. Si sentono una spanna sopra gli altri, i mona, secondo loro, che stanno alle regole, che non saltano la fila, che non parcheggiano col contrassegno per disabili del nonno defunto, che non lo mettono in quel posto al fisco, che non mangiano polenta e volpe, la dieta dei furbetti. Figuriamoci se non approfittavano della campagna vaccinale per snudarsi il braccino prima che arrivasse il loro turno. I furbetti nascono così e muoiono così. È più facile per il Marzemino Brusalìtri del bareto diventare astemio che per loro perdere il vizio. Non vanno assolti ma nel formulare la sentenza bisogna tener conto dell'attenuante che agiscono secondo la loro natura. D'altra parte di furbetti e furbastri ce ne sono a ogni livello. Mentre c'è chi si meraviglia che il tale o la tale abbiano porto il braccino proditoriamente, salta fuori lo scandalo che il piano pandemico che le nostre autorità sanitarie avrebbero dovuto aggiornare è fermo al 2006, ai tempi dell'influenza aviaria. Furbetti con la F maiuscola. Ed è da tempo che sta masenando l'altra vicenda, quella dell'acquisto dalla Cina di mascherine farlocche per 1,25 miliardi e di ventilatori polmonari privi dei requisiti di sicurezza, un gigantesco albio in cui qualcuno ci avrebbe sprofondato il muso. Ma anche qui siamo nella normalità. Non bisogna stupirsene. Quando mai nel nostro Paese non si è approfittato di eventi più o meno eccezionali per combinare pastròci e furberie? D'accordo, ma adesso siamo alle prese con la più terribile pandemia che abbia mai investito il mondo: c'è di mezzo la salute, non il monopolio banane del famoso scandalo. Ma l'indole è questa. Non ci si può scandalizzare dei furbetti che saltano la fila se ad alti livelli si butta nel fogolàr il piano pandemico da cui si evinceva che l'Italia era impreparata ad affrontare la pandemia. La menada è la stessa. Chi, nel suo piccolo e chi nel suo grande, fa i propri sporchi comodi. •

Silvino Gonzato

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