La posta della Olga

L’ira di Pippi Calzelunghe e le pégore del Giaról

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All’assessorina Pippi Calzelunghe non va giù - scrive la Olga - che Legambiente, nel suo dossier "Mal’aria", abbia assegnato la maglia nera a Verona. E allora eccola trasformarsi in Lucy, l'isterica sorella di Linus che, nella circostanza, se fosse Pippi, sbotterebbe così: «Sono anni che mi faccio il c... ramazzando via lo smog dalle strade e dai tetti delle case e delle fabbriche, che mi sfianco nella riforestazione urbana distribuendo viole mammole ai cittadini che ne fanno richiesta, che mi rompo le balle spolverando quotidianamente le centraline dell'Arpav e, come ricompensa, voi di Legambiente, che dovreste essere miei amici perché come me amate il verde e i criceti, mi date la maglia di Malabrocca». Pippi, a differenza di Lucy, usa un linguaggio più misurato, e infatti, accusa semplicemente Legambiente di barare, di aver dato di Verona non una fotografia ma un fotomontaggio. E la ragione sarebbe politica, anche se Pippi non lo dice: Legambiente è di sinistra mentre, specie da quando il sindaco Sboarina si è messo con la Meloni, la molonara che dirige è diventata ancora più di destra. La perfidia di Legambiente sarebbe palese: invece di rifarsi ai dati della centralina agreste del Giaròl Grande, circondata da pégore al pascolo, come fa l'Arpav, prende in considerazione quelli della centralina di corso Milano, una delle strade più trafficate della città. Le emissioni delle pégore non sono comparabili a quelle delle auto (tutti gli studi in materia lo confermano), per cui è evidente che le risultanze sono diverse e che il dolo si fonda su questo. Legambiente, secondo la Pippi-Lucy, è dunque in malafede. Ma adesso l'assessorina deve subire anche gli attacchi dei consiglieri del Pd (il solito trio) per i quali Legambiente non si tocca essendo come Baden-Powell per i boy scout. La accusano di improvvisazione e di delegare la lotta allo smog alla capricciosa ramazza del tempo meteorologico. Se così fosse, la immagino trascorrere le giornate alla finestra a scrutare il cielo e a invocare tempeste e bombe d'acqua. Ma la politica si sa com'è, si preoccupa più di umiliare l'avversario che di fare l'interesse della gente. Alla quale, credo, delle classifiche di Legambiente non importa un fico secco.

Silvino Gonzato

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