Indiana Jones e Pippi Marion riscoprono la Torretta sperduta

La Posta della Olga
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Per la serie “Proiettiamoci oltre il Covid e guardiamo avanti, anzi indietro“ - scrive la Olga - è andata in scena la prima puntata dal titolo “Alla scoperta della Torretta sperduta in mezzo all’Àdese“, che, per la verità, era già stata scoperta, tanto che nei suoi settecento anni di vita era stata checkpoint doganale di Cangrande e in tempi recenti rinomata molonara del Cesco Sgàlmara ma bisognava scoprirla un’altra volta dopo che il Demanio nel 2019 l'aveva regalata al Comune. Ecco allora che nella temeraria avventura si sono gettati il vicesindaco Zanotto nel ruolo di Indiana Jones e l'assessorina Pippi Calzelunghe negli stivali di Marion Ravenwood, la compagna eroina de “I Predatori dell'Arca Perduta“. E il film, a dìrvela s-cèta, me lo sono goduto insieme al mio Gino, entrambi stravaccati sul divano di casa mastegàndo noselìne. Indiana Jones e Pippi Marion, approfittando della settima secca (quella che viene dopo nove piene), sono partiti dalla gelateria Renon con un canotto che se l'avesse avuto Robinson Crusoe col cacchio che se ne sarebbe rimasto per 28 anni in un’isola deserta. Le pagaiate di Indiana Jones erano energiche ma ancora di più lo erano quelle di Pippi Marion che si era cinta la fronte con il foulard della figlia del Corsaro Rosso. A un certo punto ho pensato che sarebbero spuntati i pescicani de Àdese che sono più feroci di quelli del Mar dei Sargassi e le cui prede preferite sono proprio gli assessori ma la suspàns consisteva nel fatto che tutto filasse liscio mentre invece ti aspettavi chissà che cosa. Approdati i nostri due eroi alla Torretta, mentre Pippi Marion precedeva Indiana Jones sulla scaletta da assalto saraceno che si erano portati con sé, “ecco - mi sono detta - adesso trovano i pirati“ e invece non hanno trovato neanche l'extracomunitario che vi dorme dentro da mesi ma che era uscito per farsi una birretta. Indiana Jones e Pippi Marion con grande soddisfazione hanno constatato che tutto era a posto, che i muri reggevano e che in futuro vi si sarebbe potuto aprire un baretto panoramico con la bella insegna luminosa “Mokambo“ o una stazione per i vaporetti. The End. E adesso aspettiamo la prossima puntata. Cosa riscopriranno ancora i nostri eroi? • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato