Il Prosecco della Croazia e la Tequila di Bassano

La Posta della Olga
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Se volete far uscire dai gangheri Zaia - scrive la Olga - toccategli il Prosecco, cosa che invece hanno fatto i croati chiedendo alla Ue di riconoscere il loro Prosek, una scimmiottatura del vino di Valdobbiadene, Conegliano e dintorni che annaffia i nostri epiàuar. All'inaugurazione del Vinitaly ristretto che si conclude oggi in Fiera, el governadòr ha definito il Prosek «un'immonda vergogna». Ma ormai all'estero, in fatto di eccellenze, ci stanno copiando tutto e la Ue sembra fregarsene. In Nuova Zelanda producono il Toi Toi Prosecco che ha molto del Toi Toi e niente del Prosecco. El ragionier Dolimàn, all'Atollo di Moruri dove possiede una specie di tucùl, ha trovato il Soave fatto di succo di palma da cocco e spremuta di gamberi. Si beve con la cannuccia di bambù e lo si vomita nel secchio che viene servito assieme al calice. Gli spagnoli ci hanno copiato l'Amarone che chiamano Amarón e che costa un terzo del nostro, idem i messicani che lo chiamano Armarón per significarne la robustezza: lo fanno con le uve azteche delle colline di Zacatecas e lo bevono nel sombrero. Ha ragione Zaia a protestare, ma non basta. Non gli resta che denunciare la Nuova Zelanda e il Messico, come ha fatto, ma senza fortuna, con l'Atollo di Moruri il cui governo gli ha risposto "Oselàni pima barùl moitòi" che nella traduzione del ragionier Dolimàn vuol dire: tu fatti i c...tuoi che noi ci facciamo i nostri". Lo stesso Torbolìn che scorre a fiumi al bareto dell'Oreste è cinese, costa meno e sull'etichetta ha un panda con in bocca una pipa da oppio. Non essendo el Torbolìn un vino pregiato, non credo che Zaia farà guerra alla Cina per così poco. Per ora, essendo lui di Conegliano, e quindi è anche una questione di campanile, gli interessa che l'Ue respinga la richiesta della Croazia sul Prosek. Basterebbe che i produttori di quelle parti, per non ingannare i consumatori, cambiassero il nome in Sek, senza il Pro davanti, o in Pro, senza il Sek a rimorchio. Altrimenti noi potremmo copiargli la rakija, la graspa locale, ma non so se ne vale la pena, visto che le nostre sono le migliori del mondo, tanto che i soliti messicani, con la Tequila di Bassano, hanno contraffatto una delle nostre più pregiate marche.

Silvino Gonzato