Il pollo fritto è in arrivo Con il tacón del Comune

La Posta della Olga
La Posta della Olga
La Posta della Olga
La Posta della Olga

Il sindaco Sboarina e l'assessore al commercio Zavarise - scrive la Olga - avevano assicurato che il pollo fritto del Kentucky non sarebbe mai arrivato in via Cairoli, all'angolo di piazza Erbe, sotto il naso bronzeo del nostro poeta Berto Barbarani. Il problema era soprattutto olfattivo e quindi di decoro. Era giugno e adesso siamo a fine ottobre. Le foglie ingialliscono e cadono. Cade anche la foglia di quella che tanti veronesi avevano accolto come più di una promessa. Il pollo ha vinto, non tanto lui che, poveretto, avrebbe preferito morire di vecchiaia nel puinàr, ma la Kentucky Fried Chicken, il colosso statunitense che ha fondato le sue fortune friggendolo in padella secondo una segreta ricetta risalente ai tempi dei caubòi. L'amministrazione comunale è riuscita a metterci solo un tacón: niente asporto, niente osséti residui sputati ai piedi dei monumenti o nelle fontane, niente stagnole ónte seminate in giro per la città. Il pollo deve essere consumato all'interno del punto vendita, si può uscire solo con lo stuzzicadenti in bocca. Se sarà così, se el tacón funzionerà, lo vedremo quando i polli cominceranno a essere sfornati. Nel frattempo, per evitare che qualche osséto venga comunque sputato al di fuori del luogo di consumo deputato, una nuova disposizione comunale potrebbe prevedere che gli osséti debbano essere rosegati e ingoiati prima di uscire dal locale. Sarebbe una piccola conquista, o una piccola vendetta se così la si vuole intendere. Ho letto che il pollo fritto viene chiamato anche "il pollo del colonnello" e mi sono informata chiedendo ulteriori lumi a una gallina faraona. A inventare la ricetta è stato un certo Sanders, ex maniscalco del cavallo di Buffalo Bill, ex benzinaio ed ex capocuoco premiato con i gradi di colonnello per meriti gastronomici. Una storia che piace molto al mio Gino, soprattutto per via di Buffalo Bill ma che conferisce anche un alone avventuroso e romanzesco, e perché no? Anche culturale, alle elette di pollo fritto di cui tra poco sentiremo l'afrore in piazza Erbe dove una volta si spandeva solo il profumo dei bomboloni confezionati dalle belle fritolóne. I tempi cambiano e anche gli odori. Più andiamo avanti e più dovremo farci piacere anche le spusse.

Silvino Gonzato