Il generale “Tasi e tira“ entusiasma el bareto

La Posta della Olga
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Mentre a Verona gli alpini se ne vanno dalle baite perché il Comune gli aumenta l'affitto - scrive la Olga - Draghi punta su un alpino per tentare di dare la spallata decisiva al virus. E al bareto è tutto un hip hip hurrà. Il ragionier Dolimàn, con in testa il suo cappello da vècio alpìn, sostiene che era ora che a Roma capissero che se gli alpini sono sempre stati in prima linea per gestire le emergenze, non aveva senso che, nel periodo più tragico della nostra Storia dai tempi della guerra, a comandare le operazioni fosse Arcuri, uno di quei manager che hanno il culo su tante careghe tranne che su quella a loro più congeniale, e cioè quella di casa propria, «fora dai bài». Ma c'è voluto un radicale cambio di rotta prima che ciò accadesse. Come dice Draghi, siamo in guerra e, aggiunge el ragionier Dolimàn, si è buttato via troppo tempo per tentare di perderla scegliendo i generali sbagliati (in grisaglia, non in grigioverde) mentre invece se la si voleva vincere bisognava fin da subito affidare il bastone del comando al generale giusto. Ed ecco che il generale giusto, Francesco Paolo Figliuolo, artigliere da montagna, il cui motto è “Tasi e tira“, è già un eroe senza aver vinto ancora niente, ma intanto ha il suo curriculum di servitore della Patria integro ed efficiente, non da manager multiculo mischiato alla politica la quale dispensa careghe a chi non ha arte né parte, basta che sia amico. Al bareto, a dire il vero, è stato appeso uno striscione un po' frettoloso, “Arrivano i nostri“, ma visto che i “nostri“ che ci tirino fuori dalle pétole li aspettiamo da troppo tempo e, visto che ci hanno gabellato per “nostri“ quelli che “nostri“ non erano, è anche comprensibile che ci sia entusiasmo. Mi dice il mio Gino che al bareto anche gli avventori che hanno fatto la naja come marinai portano il cappello d'alpino, magari roèrso perché per loro è una novità, ma lo portano con orgoglio. Con aprile il generale Figliuolo, con l'aiuto del Padre e dello Spirito Santo, dovrebbe lanciare una massiccia campagna di vaccinazioni per renderci tutti immuni prima dell'estate. Oggi ci supera anche il Marocco. Abbiamo bisogno di fatti non di decreti sparati a mitraglia. Che siano davvero arrivati i nostri? •

Silvino Gonzato