I nonni aspettano il vaccino a Roma si litiga per le caréghe

La Posta della Olga
La Posta della Olga

Il Governatore Luca Zaia è furioso - scrive la Olga - e ha ragione di esserlo. La Casa farmaceutica americana Pfizer ha tagliato la fornitura di vaccini del 53 per cento e per il Veneto è una rogna mica da scherzo. Con quelli rimasti in magazzino non si possono fare che i richiami che scadono 21 giorni dopo la prima iniezione. Ma perché Pfizer del piffer ci ha messo nelle pétole quando ci bastano e avanzano i casini che sta combinando il commissario Arcuri? Il mio Gino dice che è colpa di Donald Trump. «Ma va là, Gino - gli rispondo - ti te ghe dè la colpa a Trump anca se ne se rompe le cane del cesso». Fatto sta che adesso ci guadagnano quei furbacchioni, come quel simpaticone del governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che, pur non rientrando nella fascia di età più a rischio, si sono fatti vaccinare subito «per dare l'esempio», passando davanti a tutti quelli che ne avevano diritto. Grazie al richiamo, e quindi rubando altre dosi ai tanti nonni e bisnonni in attesa col braccio scoperto, diventeranno immuni non solo al Covid ma anche alle zanzare e ai piòci. Sospendere la fornitura di vaccini non è come tagliare le canne del gas a chi non paga la bolletta. L'ovetto ce lo si può cucinare anche sul fornelletto da picnic ma il vaccino non lo trovi dal droghiere o dal becàr e neanche sottobanco dal ferramenta. Capisco quindi la rabbia di Zaia e del vècio Birbarelli del bareto la cui prima dose che gli avrebbero dovuto siringare in questi giorni sarà dirottata come dose di richiamo sul deltoide di De Luca o di altri che come lui, volendo "dare l'esempio", hanno saltato la fila. Sulla fornitura iniziale annunciata dalla Pfizer, Zaia aveva fatto un piano e adesso si trova in braghe de tela co' 'sto fredo de la malora che te pónze i ossi e el te fa la pónta a le réce. Ci voleva anche questa. Il nostro governo non è quello della Germania che si è rivolto direttamente al fornitore per trenta milioni di dosi in più. A Roma, oltre a non avere più schéi per averli regalati a porci e cani, lasciando fuori chi ne avrebbe avuto diritto, stanno litigando per conservarsi le caréghe e i caregóni fino a fine legislatura. La salute del popolo viene dopo gli interessi di bottega dei governanti. Pfizer del piffer sì, ma fino a un certo punto. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Silvino Gonzato