Gazebo per i test rapidi e pollo fritto del Kentucky

La Posta della Olga
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È l'uovo di Colombo - scrive la Olga - ma per i tamponi molecolari che i turisti, quelli vaccinati solo con la prima dose, sono obbligati a fare per poter rientrare nei loro Paesi non basterebbero un paio di gazebo attrezzati in piazza Bra? Prima della pandemia non c’era uichènd in cui sotto l'Arena non ci fossero schidionate di gazebo per la raccolta di firme sulle più disparate questioni e, se non erano gazebo, erano baracche e baracchini, banchetti, tende Sioux o saracene e castelli di Dracula. Le farmacie hanno già fatto sapere che non ce la fanno per ragioni di logistica, di personale e di spazio, e allora cosa ci vuole? Come sono stati allestiti - ed egregiamente - i centri vaccinali così un paio di gazebo in Bra, più magari un altro paio in piazza dei Signori, potrebbero essere l’ideale per accontentare i turisti che in buon numero stanno già pascolando ai piedi dei nostri monumenti. In una città piena di idee è singolare che non sia già stata innescata anche questa che a me, che pur non ho fatto le scóle alte, sembra di elementare attuazione. A proposito di uovo, è difficile non associarlo alle galline, comprese quelle che, ancora immature per scodellarlo, vengono destinate allo spiedo. Quando non ho voglia di cucinare, vado alla rosticceria del Vinicio e compro un bel pollo dorato ma tra poche settimane potrò servirmi anche al nuovo fast food Kfc - Pollo fritto del Kentucky - che aprirà alle spalle della statua di Barbarani, tra piazza Erbe e l'imbocco di via Cappello. Forse, per le spusse ónte che emanerà e che ammorberanno l'aria e la tetta di Giulietta e intrideranno le mutande in vendita nei tanti negozi di intimo (dicono però che le mutande che sanno di fritto facciano lievitare l'eros), avrebbe dovuto essere dirottato altrove ma si sa come vanno queste cose. E poi come si fa a dire di no ai burberi e decisi americani del Kentucky e ai loro polli più ruspanti dei nostri perché là c’è più da ruspare che qui? C’è già chi protesta, chi pensa di incatenarsi a un’ala di pollo fritto, chi sostiene che così il centro città prosegue nel suo inesorabile declino, chi invoca Cangrande, Dante e Trilussa il cui pollo non spussa. Ma c'è anche chi esulta. E all’apertura del Kfc partirà da casa con una fetta di polenta in scarsèla.

Silvino Gonzato

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