E l’urlo delle betòneghe arriverà fino a Wembley

La Posta della Olga
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In casa - scrive la Olga - non si parla d'altro. O, meglio, è il mio Gino che non parla d'altro: solo della finale di Uèmbley tra la nostra Italia e l'Inghilterra. Sostiene che è in atto un complotto perché vincano i padroni di casa e che l'arbitro olandese è agli ordini della Regina e del primo ministro che si chiama Johnson, come il borotalco, il vaccino e i trattori. «Cosa sèto ti?» gli chiedo. «Lézo i giornài al bareto» mi risponde. Sto friggendo le sardine e lo guardo con occhi sardonici: «E i dise che la regina e el Borotalco...?». «Proprio così s-cèto no - mi risponde - ma che ghe sarà camòra no gh'è dùbio». «Bè, speremo de no» gli dico ma lui continua a smenàrla co' sto complòto. Sul pontesèl sventola il tricolore comprato al Buso di via Leoni. Stamattina l'ho stirato e inamidato perché resti bello sténco. Io di calcio ne capisco meno dei telecronisti, ma stasera dobbiamo vincere per un bel po’ di ragioni, compresa quella che se anche non ne avessimo, dovremmo comunque strapazzare gli inglesi, a cominciare da Borotalco Johnson che el me par un boaràsso. In spirito scenderò in campo anch'io, magari a fianco di Chiellini, quel grandón che el pessàta via el balón come el fusse un bandòto ma ch'el ghe méte stinchi, naso e anima. E con me saranno in campo tutte le mie amiche betòneghe: dalla Flora alla Lavinia, dalla Amabile alla Elide, dalla Giacinta alla Nora. Ci troveremo al bareto da Oreste e davanti al maxischermo incerotà dopo le intemperanze festose di Italia-Spagna, sigarémo così forte che ci sentiranno fino a Uèmblei dove si chiederanno chi potrebbero essere 'ste sigalóne (non so come si dica in inglese) remote che fanno tanto bàito da spaentàr parfìn i colombi de Trafalgar Square. E se l'Italia dovesse vincere un po' di merito l'avremmo anche noi betòneghe de San Zen e dintorni. E siccome in questo Paese solo el balón fa lievitare il Pil, Draghi dovrà chiamarci a Roma per darci una medàia. Complotti o non complotti, bisogna farcela e vincere mettere le mani sulla Coppa. Per anni gli inglesi ci hanno chiamato camerieri, un appellativo che, secondo loro, doveva essere spregiativo. Bè, se lo fossimo ancora, e in parte lo siamo, mettiamogli sul tavolo un bel piatìn come gò in mente mi.

Silvino Gonzato

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