Comincia dalle rotonde rosa la rivoluzione toponomastica

La Posta della Olga
La Posta della Olga

In questi tempi di mediocrità - scrive la Olga - di tanto in tanto fa capolino un'idea geniale. L'ultima, e una delle più fulgide, secondo me, è quella di intitolare alle donne le rotonde stradali. Solo in rarissimi casi la toponomastica della città è rosa. Strade, piazze, vicoli e slarghi portano tutti nomi di personaggi maschili, nomi famosi della Storia, della letteratura, della musica, dell'arte, e nomi di personaggi, talora dei quaquaraquà, imposti dalla politica. Mai fino a ora una rotonda aveva avuto un nome, erano tutte gettate di cemento o giardinetti anonimi, tanto che pensavo che prima o dopo sarebbe spuntato un comitato o più comitati per i diritti delle rotonde, che saranno pur solo delle rotonde, ma hanno la loro importanza perché, se non altro, costringono gli automobilisti a sterzare. Ma ecco che prima dei comitati, si è fatta avanti Annamaria Sanson, presidente della Consulta delle Associazioni Femminili. Sua è l'ideale geniale: non solo le rotonde (per ora solo quelle di corso Milano) non saranno più anonime ma porteranno nomi di personaggi femminili distintisi nei vari campi di competenza, come Eugenia Vitali Lebrecht, Maria Trabucchi Clementi, Clara Zoboli Boggian, Margherita Pettenella e Delia Pollini Dal Negro. Qualche donnicciola come me potrebbe indignarsi, per non dire di peggio: ma come! Agli uomini le strade, le piazze, i ponti e a noi donne solo le rotonde intabaccate dai fumi dei tubi di scappamento? Una donna di cultura mi spiega che è il primo passo, che da qualcosa bisogna pur cominciare e che senza nome purtroppo in questa città maschilista non c'erano altro che le rotonde e i pali della luce. Fatto sta che l'idea è piaciuta all'assessora alle Pari Opportunità, Francesca Briani, e che quindi, tempo di preparare le targhe, la nostra sarà la prima città a intitolare le rotonde alle donne. Sì, va benón, ma le pari opportunità? Vuoi paragonare viale Nino Bixio alla rotonda Clara Zoboli Boggian? L'importante è partire. Oltre alle rotonde di corso Milano ci saranno da battezzare tutte le altre rotonde della città. E poi si passerà alla vera e propria rivoluzione toponomastica, cominciando da corso Cavour che diventerà corso Rosy Bindi.

Silvino Gonzato

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