Festival del futuro

Rana: «Guardiamo al futuro nonostante tutto, lo dobbiamo ai giovani»

Gian Luca Rana
Gian Luca Rana
Rana, introduzione

Festival del Futuro: i saluti iniziali

 

Enrico Sassoon: «Dieci le sessioni del festival di quest'anno che, a causa della pandemia, sarà interamente in versione digitale. Tante tematiche rivolte soprattutto ai giovani, ma anche alle aziende e alle istituzioni. Oggi iniziamo e concluderemo questo incontro sabato a mezzogiorno»

 

Luigi Consiglio: «Abbiamo cercato di portare la cultura mondiale, l'eccellenza d'impresa insieme ad Athesis per rendere le persone confidenti rispetto i cambiamenti, e di far capire alle persone quanto la vita cambierà, quanti posti di lavoro si perderanno ma anche quanti nasceranno, di far cambiare il timore nel futuro in speranza»

 

Gian Luca Rana: «E' un piacere avere l'opportunità di aprire i lavori di questa edizione molto diversa dallo scorso anno. Questa nuova vita che guarda al futuro nonostante tutto, non concentrarci sul contingente ma guardare avanti: tre giorni importanti, nei quali 60 relatori si confronteranno tra loro con un unico pensiero, il futuro nostro e dei nostri giovani. Questa piattaforma che abbiamo costruito rappresenta il motore per il nostro futuro, dobbiamo ai giovani la nostra speranza e proprio loro saranno i beneficiari di quanto realizzeremo in questi giorni. Il pensiero di quello che accadrà non deve farci paura»

 

Michele Bauli: «Inizia la seconda edizione del Festival del Futuro, che si svolge in maniera particolare: sarà interamente in digitale, segno dei tempi che stiamo vivendo, della lotta a questa pandemia che da mesi ci sta addosso. Ma anche segno di speranza perché, nonostante le difficoltà della pandemia, siamo qui a pensare al futuro. Ci siamo ritagliati una tre giorni nella quale magari dimentichiamo le difficoltà che stiamo vivendo e pensiamo invece a quali sono i trend di sviluppo futuri della nostra società: tecnologici, ambientali, di sicurezza» 

 

Matteo Montan: «Nuova formula di un Festival ancor più ricco. Questo territorio, il bacino del lombardo veneto di oltre 6 milioni di persone, è quello cui ci riferiamo. Mettiamo al servizio del Festival del Futuro questa nostra capacità, come gruppo editoriale, di parlare a tutti. Il nostro ruolo è cambiato, non è più l'editore che racconta le cose ma l'editore che fa le cose, quindi siamo qua in questo momento complicato per dare un messaggio di speranza. Non siamo soli, abbiamo aggregato le grandi aziende, le Confindustrie e le camere di commercio e abbiamo grandi enti patrocinatori dall'Unione  Europea alla Regione Veneto»

 

Il sindaco Federico Sboarina: «Un grande ringraziamento al Gruppo editoriale Athesis per aver voluto fortemente questa iniziativa. Intanto una grande novità, la digitalizzazione dovuta alla pandemia, ci siamo accorti in questi mesi quanto la tecnologia e l'innovazione siano importanti, l'abbiamo capito nelle istituzioni e nella scuola. Due esempi per dire quanto il nostro Paese abbia bisogno di futuro. Per questo auguro a tutti un buon lavoro»

 

Maurizio Danese, presidente Veronafiere: «Disegnare il nuovo mondo è il titolo più adatto a questo momento. Il digitale ha saputo mantenere i contatti con i nostri clienti, è un grande alleato del sistema fieristico anche se non sarà il sostituto»

 

Luca Zaia, presidente Regione Veneto: «Un saluto a tutti. Un Festival che si inserisce in un'era che è completamente diversa da quella dello scorso anno. E' cambiato il nostro modo di vivere, di produrre. Ci manca solo di guardare cosa il Covid, dopo tanti danni, ci ha portato in termini di innovazione. Ovviamente dopo aver risanato il nostro tessuto economico con quello che mi auguro sarà un vero piano Marshall. Ma è vero che usciremo anche da questo periodo, solo i pessimisti non fanno fortuna»

 

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