Festival del futuro - La sessione sul clima

«Le decisioni che prenderemo nei prossimi 10 anni scriveranno il futuro»

La sessione sul clima
La sessione sul clima
Intervista a Enrico Sasson

Nella seconda sessione del Festival del Futuro al centro del dibattito c'è La sfida planetaria: clima, ambiente, energie, migrazioni e risorse

 

Enrico Sassoon, direttore Harvard Business Review Italia 

«Il clima sta cambiando, gli esperti ne parlavano da anni ma soltanto ora la questione è arrivata al grande pubblico. La questione è così complessa che ancora non si capisce cosa fare. E alcune decisioni prese per combattere il cambiamento climatico non piacciono alla gente, basta vedere le proteste in Francia per il carburante ma non solo». 

 

L'oceonagrafa Mariasole Bianco, vice chair IUCN's WCPA

«Chiamiamo la Terra così, ma il nostro pianeta andrebbe chiamato Oceano, perché gli oceani rappresetano il 71% della superficie. È vero che abbiamo poco tempo, ma cambiare rotta si può e si deve. Il mare ha assorbito il 93% del calore in eccesso prodotto dalla Terra. Gli oceani diventano sempre più acidi, è il più grande e più veloce degli ultimi 300 milioni di anni.

E c'è l'innalzamento del livello dei mari: quanto accaduto a Venezia ne è una prova, questi fenomeni accadono sempre più frequentemente. E se non facciamo qualcosa continueranno ad accadere.

Ogni anno in mare finiscono 8 milioni ci tonnellate di plastica. Il problema non è la plastica in sè, ma come la usiamo: dovrebbe essere un materiale che dura migliaia di anni, lo usiamo per l'usa e getta. E i pesci ingeriscono le sostanze inquinanti che finiscono in mare e quindi di nuovo nei nostri piatti. Le decisioni che prenderemo nei prossimi 10 anni condizioneranno la vita del pianeta nei prossimi secoli».

 

Stefano Sordelli, Future Mobility Manager Volkswagen Group Italia 

«Oggi è più facile parlare di mobilità del futuro perché l'auto è meno status symbol e più un mezzo. E c'è più predisposizione delle istituzioni a ritornare a parlare di mobilità. Il nostro settore parla sempre di più con quelli dell'It o delle utlity. Guardando al futuro la mobilità è diversa: elettrica, connessa, condivisa e autonoma. Nel 2040 smetteremo di produrre vetture tradizionali». 

 

Massimo Gaudina, capo della rappresentanza a Milano della commissione europea

«Non appena partirà la nuova Commissione, l'idea è quella di lanciare un green deal europeo. L'Europa dev'essere il primo continente a impatto climatico zero. La lotta alle emissioni va allargata al traffico marittimo e accelerare quella legata al traffico aereo. C'è un piano di investimenti da mille miliardi di euro per lo sviluppo sostenibile. Investimenti privati tutelati da una banca europea per il clima. Un quarto del bilancio europeo va destinato alla lotta ai cambiamenti climatici. c'è anche l'idea di avvicinare fra loro le politiche europee in vista di questo green deal. Ci sarà la mediazione di Paolo Gentiloni. I giovani sono mobilitati, e questo è un bene, bisognerebbe sensibilizzare di più alcuni paesi. Il clima si cambia solo con più unione».

 

Enrico Giovannini, portavoce associazione italiana per lo sviluppo sostenibile

«Siamo figli della cultura del Pil: avevamo previsto che prima o poi ci sarebbe stato un crollo e saremmo potuti passare ad alternative nelle produzioni. E oggi abbiamo 60.000 morti in Italia all'anno per l'inquinamento. E ancora pensiamo di avere tempo. Dobbiamo trasformare in senso positivo la narrativa. La tassa giusta per la benzina? Porterebbe un aumento del 15 per cento del prezzo per la benzina. Non dobbiamo più essere figli del Pil, ma figli dell'antropocene».

Riccardo Verzè