Fabio Moioli, Microsoft Italia, paragona l’attuale rivoluzione alla scoperta dell’elettricità

«Algoritmi? Guidati dai nostri valori»

Fabio Moioli,  head of Consulting & Services, Microsoft Italia
Fabio Moioli, head of Consulting & Services, Microsoft Italia

Versi raffinatissimi «scritti» da un'entità virtuale capace anche di cantare e condurre programmi radiofonici, fotografie scattate con uno smartphone che si trasformano in quadri da esposizione, un algoritmo capace di creare un ritratto alla Rembrandt ingannando i critici più raffinati. Sembrano lontanissimi i tempi in cui un campione di scacchi venne battuto da un robot, ma l'evoluzione dell'intelligenza artificiale fa apparire il presente un passato ultra remoto.

 

«Sulla scala dell'evoluzione umana è paragonata, per la portata del cambiamento, alla scoperta dell'elettricità: una rivoluzione radicale che ha permesso di fare le stesse cose in modo nettamente più rapido», ha ricordato Fabio Moioli, tra i più rilevanti esperti al mondo del settore. Intervenuto sul palco della Camera di Commercio a chiusura dell'appuntamento inaugurale del Festival del Futuro, head of consulting & services di Microsoft Italia ha condensato in pochi minuti le tappe e gli scenari dell’irreversibile processo di integrazione tra essere umano e macchina. «L’automatizzazione cancellerà inevitabilmente dei posti di lavoro, ma ne produrrà degli altri altamente specializzati: è quindi fondamentale predisporre le figure professionali alla formazione e all'apprendimento continuo», ha messo in chiaro Moioli, secondo cui il passaggio epocale riguarderà il passaggio «da un’umanità impegnata a comprendere il linguaggio dei computer a computer capaci di capire il linguaggio umano».

 

Gli scenari futuribili — a confronto dei quali l'universo attuale delle app scaricabili è roba da preistoria — parlano di intelligenze artificiali in grado di tradurre simultaneamente la conversazione telefonica tra parlanti di idiomi diversi o di analizzare con precisione esami diagnostici, oppure di indirizzare le aziende verso determinate scelte di marketing.

 

È invece già realtà una «voce» che aiuta i non vedenti descrivendo la realtà circostante e riferendo persino delle espressioni facciali degli interlocutori. «A sentir parlare di infinita potenza di calcolo, di riproduzione sintetica del Dna e di algoritmi infallibili ci si potrebbe spaventare», ha ammesso Moioli: «Tuttavia è bene ricordare che il futuro è creato dagli uomini e che sono loro a creare gli algoritmi e a decidere quando usarli. È quindi fondamentale utilizzarli in interconnessione, non in alternativa all’uomo, dotandosi di un codice etico e valoriale a servizio della collettività, sapendo che le enormi potenzialità sono soggette ad altrettanto grandi responsabilità». • DA.VIT.

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