IL FENOMENO. Nata per scherzo nei primi giorni di quarantena, l’idea di un avvocato in pochi giorni è diventata virale. E per due mesi i concorrenti si sono sfidati ai fornelli

Monsterschif, i cuochi volano in rete

È iniziata come uno scherzo il 17 marzo, durante la quarantena. Iniziata per scherzo e anche il nome, Monsterschif è la somma di due parole (monster che significa incredibile e schif), una sorta di parodia di Masterchef con tanto di premio, ovvero un bidone di latta. E lui, avvocato a casa da solo, si è trovato a dover pensare di imparare a cucinare, nell’impossibilità di ricorrere alle pietanze gustose di famiglia tant’è che il primo «invito» era #fatelomoriredifame. Pensava che sarebbe venuto fuori il peggio, anche perchè i primi giorni gli amici su Facebook gli mandavano le foto delle scatolette di tonno. E invece è diventata la sfida più divertente del lock down. «Il passa parola è stato sorprendente, ricette raffinatissime per non parlare dell’impiattamento», spiega. «Si sono impegnati al massimo, avvocati, tifosi, commercianti, chef professionisti che ora hanno cambiato professione e amici che vivono all’estero, dagli Stati Uniti alla Colombia». Ed è stato letteralmente sommerso dalle ricette che gli arrivavano da persone di altre città che non conosce ma che si erano messi ai fornelli. Così senza sosta per due mesi, centinaia di piatti, di idee e di conferme che per qualcuno la cucina è davvero un incubo. Tanto che ad un certo punto il gruppo «dei più bravi» ha cercato di insegnare i principi fondamentali a chi è negato. Senza riuscirci. Ma una cosa è certa, si sono divertiti, hanno trascorso giornate a commentare le ricette altrui e a creare. Il premio? L’hanno vinto tutti. • F.M.

F.M.

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