Morte di Vialli, parla il medico

Cancro al pancreas: «Cresce l'aspettativa di vita ma è uno dei tumori peggiori»

Claudio Bassi, direttore dell’istituto del pancreas dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona: «Il fatto che sia sopravvissuto più di quattro anni è già considerato un risultato rispetto ad una mortalità che c’era qualche decennio fa»
Gianluca Vialli abbraccia Roberto Mancini. A destra Claudio Bassi
Gianluca Vialli abbraccia Roberto Mancini. A destra Claudio Bassi
Gianluca Vialli abbraccia Roberto Mancini. A destra Claudio Bassi
Gianluca Vialli abbraccia Roberto Mancini. A destra Claudio Bassi

La quarta causa di morte oncologica. Il tumore al pancreas fa ancora molta paura nonostante i passi in avanti della ricerca e delle cure, in cui Verona rimane un centro d’eccellenza italiano. Il cancro al pancreas fa ancora paura perchè nei tumori solidi rimane la malattia oncologica più difficile da trattare», commenta Claudio Bassi, direttore dell’istituto del pancreas dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata, «il dramma si rende più evidente sia perchè c’è un aumento dei casi anche per la nostra capacità di diagnosticarli prima sia perchè nel campo degli altri tumori c’è una risposta alle terapie attuali che sta notevolmente riducendone la mortalità», cosa che al momento non succede ancora per il pancreas.

 

Cos'è l'adenocarinoma duttale e la mortalità

La malattia che ha colpito Gianluca Vialli è l’adenocarcinoma duttale del pancreas, in cui le cellule di tipo duttale si moltiplicano senza più controllo. «Abbiamo comunque dei risultati soddisfacenti in molti casi, pensando a come era partito Vialli, già il fatto che sia sopravvissuto più di quattro anni è già considerato un risultato rispetto ad una mortalità che c’era qualche decennio fa in cui la sopravvivenza media era di pochi mesi», continua l’esperto scaligero, che fa anche parte del consiglio comunale di Verona eletto nella lista civica di Damiano Tommasi.

 

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«I progressi che stiamo registrando rispetto ad altri tumori fanno sì che la mortalità correlata al tumore al pancreas stia aumentando: nel 2030 sarà la seconda causa di mortalità per tumori - mentre adesso è al quarto posto secondo il report del ministero della Salute, dietro al cancro al polmone, al colon-retto e al seno - sicuramente oggi ci sono vari approcci terapeutici con chemio o combinati chemio e radio, il punto di riferimento centrale rimane la chirurgia, riservata però ad un 20-25 per cento colpite da questi tumori. Ci sono indubbi progressi perchè conosciamo il genoma e quindi le mutazioni genetiche che stanno dietro la malattia». Rimane fondamentale però la ricerca, che ha bisogno di altri fondi come sottolinea Bassi. «Servono molti fondi da concentrare su questo tipo di ricerca, negli ultimi del Covid la ricerca ha subito dei rallentamenti, molti fondi sono stati spostati ma ora è giusto pensare di non investire tutto sul Covid, le altre malattie non si fermano certo. Screening? Non esiste ancora la possibilità di una diagnosi così precoce, l’unico consiglio è quello dei soliti consigli su una vita il più possibile sana. 

Luca Mazzara

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