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l'ultima apparizione nel 2021

Addio alla lince dell'Alto Garda: ecco che fine ha fatto

Il felino B132 era stato avvistato più volte in passato
La lince B132. Il felino maschio di 24 chili di peso si era trasferito dal trentino all'Alto Garda
La lince B132. Il felino maschio di 24 chili di peso si era trasferito dal trentino all'Alto Garda
La lince B132. Il felino maschio di 24 chili di peso si era trasferito dal trentino all'Alto Garda
La lince B132. Il felino maschio di 24 chili di peso si era trasferito dal trentino all'Alto Garda

Il paradiso delle biodiversità del Parco alto Garda è diventato un po’ più povero. Da un paio di anni la lince che si aggirava sul territorio è sparita. Per gli esperti l’esemplare a rischi di estinzione non è stato vittima dei bracconieri austriaci come avvenuto per Sofia che veniva seguita negli spostamenti dal Progetto Lince varato in Italia.

Il parere degli esperti

«Nessuna segnalazione nemmeno in questa stagione», ammette Paolo Tavelli, agente della Polizia provinciale di Brescia, protagonista nel fine settimana alla sala dei Provveditori di Salò di una serata divulgativa sulla fauna del Parco in compagnia di Mario Groffani e Davide Ardigò.

«Durante il 2022 non sono pervenute segnalazione di presenza di lince e nemmeno adesso, nel 2023, non c’è nessun indice dall’areale di presenza storica (Val di Ledro-Alto Garda) del maschio di Lince B132: potrebbe far presupporre la scomparsa per causa naturali del vecchio maschio che se fosse oggi in vita avrebbe 16 anni di età».

L’esemplare, un felino del peso di 24 chili venne avvistato per la prima volta nell’entroterra gardesano nove anni fa il 27 ottobre 2014  in una valletta dalle parti di Tremalzo, grazie alle immagini ed ai filmati della foto trappola di Giampietro Pace appassionato di videnaturalistici di Tremosine.

L’enclave della biodiversità

Evento eccezionale e rarissimo dopo 168 anni dall’ultimo abbattimento di Vezza d’Oglio del 1845 e a due, dall’unica localizzazione in territorio bresciano avvenuta il 26 novembre 2012 quando il collare satellitare aveva fissato la sua presenza di sera nel territorio del comune di Bagolino, alle pendici del Monte Carena. Si trattava dello stesso esemplare, l’unico accertato sulle Alpi centrali dotato di collare Gps, arrivato dal vicino Trentino dove era presente dal 2008 proveniente dalla Svizzera.

All’epoca, nel 2014 dalle parti di Tremalzo a Tremosine, venne rilevata anche la pista di un esemplare di lupo in dispersione, vanto non indifferente per questo angolo di territorio da preservare con particolare attenzione, considerato che la stessa foto trappola in precedenza, nello stesso luogo e nello stesso mese era riuscita a «catturare» nel giro di una settimana la placida mole di un orso che provava invano a prendere una vecchia salina per caprioli posizionata su un palo poco distante e un’aquila reale mentre si stava cibando sopra un trespolo, dei resti di un piccolo animale. La lince venne poi nuovamente avvistata e filmata nelle stagioni successive a spasso tra la Val di Ledro e Tremosine.

L’ultima apparizione

Una delle ultime apparizioni fu a Magasa, nell’aprile 2021, filmata mentre transitava di sera sul terrazzo di un’abitazione. E adesso? «L’auspicio – afferma Tavelli – è che come per B132 proveniente dal Trentino, qualche altro esemplare del progetto di prevenzione dall’estinzione della lince possa ritornare a frequentare le nostre zone». Quest’anno infatti, in Friuli Venezia Giulia nella foresta di Tarvisio al confine con la Slovenia sono stati liberati 5 esemplari (2 maschi e 3 femmine). Una scommessa che magari, questa volta, potrà dare continuità alla specie.

Luciano Scarpetta

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