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desenzano

Esche al veleno e trappole per topi sul lungolago: salvato un geco imprigionato

di Silvia Avigo
Era bloccato su una tavoletta cosparsa di colla con un merlo, che non ce l'ha fatta. Derattizzazione «fai da te» su iniziativa di un privato. Il Wwf lo ha segnalato al Comune che ha provveduto al sequestro
La via del lungolago  è stata disseminata di esche avvelenate con topicida risultato letale anche a rettili e volatili
La via del lungolago è stata disseminata di esche avvelenate con topicida risultato letale anche a rettili e volatili
La via del lungolago  è stata disseminata di esche avvelenate con topicida risultato letale anche a rettili e volatili
La via del lungolago è stata disseminata di esche avvelenate con topicida risultato letale anche a rettili e volatili

Allarme esche per topi a Desenzano del Garda: una derattizzazione «fai da te», svolta a quanto pare da qualche privato, che dopo la segnalazione del Wwf ha reso necessaria una rapida bonifica da parte dell’ufficio ecologia del Comune. Le esche topicide sono state trovate di fronte al lungolago tra la spiaggia Feltrinelli e il Desenzanino: tavolette e bocconcini avvelenati, pericolosi anche per animali domestici e selvatici. «Il fai da te è un’azione, in luoghi all’aperto e dove passeggiano le persone, è un comportamento pericoloso», spiega Paolo Zanollo del Wwf Bescia-Bergamo, che si è accorto per primo della grave situazione.

Un geco e un merlo «imprigionati» su una tavoletta cosparsa di colla

Nei giorni scorsi Zanollo, vicino a dei panettoni gialli e a pochi metri dal marciapiede, ha trovato imprigionati su una tavoletta cosparsa di colla d’incenso un geco e un merlo. Avvisata la Polizia provinciale che si è recata sul posto, è stata ritrovata fin da subito anche una decina di esche di bromadiolone (un potente rodenticida anticoagulante), composte da ingredienti purtroppo molto appetibili anche per tutti gli animali.

«Sono materiali legali, che vanno però usati in ambienti chiusi come le cantine - sottolinea Zanollo -. Le esche sparse all’aperto sono pericolose per cani, gatti e anche animali innocui. Abbiamo allertato quindi anche la Forestale e l’ufficio ecologia del Comune che ha predisposto un’immediata bonifica».

Il rappresentante del Wwf ha anche cercato di salvare i due animali incollati sulla tavoletta illegale utilizzando della farina, seguendo le istruzioni degli esperti del Cras di Valpredina, la struttura del Wwf Italia che recupera e cura animali selvatici feriti o in difficoltà. Il geco ora sta bene e verrà liberato a breve, mentre per il merlo non c’è stato niente da fare: aveva perso un’ala e la trappola gli è stata fatale. Nelle ultime settimane va detto però che sono sempre più gli avvistamenti di ratti che escono dai tombini o che corrono come niente fosse per le vie in pieno giorno.

Invasioni pacifiche, che non dimostrano un aumento dei ratti

Le segnalazioni arrivano dal porto alla Zattera a piazza e via Garibaldi, dalla Maratona al lungolago Cesare Battisti, ma sembrerebbe non essere un’emergenza. «Sono invasioni senza dubbio pacifiche e non dimostrano un aumento della popolazione dei ratti - prosegue Zanollo -. Escono per cercare cibo e i rifiuti lasciati fuori per troppo tempo sono attrattivi. Anche la siccità contribuisce a farli uscire allo scoperto e inoltre questo è il periodo dell’accoppiamento, per questo spesso li si vede mentre si rincorrono». L’intervento del Comune ha verificato la presenza di molte altre esche avvelenate che sono state sequestrate e messe al sicuro; nel frattempo le autorità competenti stanno indagando per trovare i responsabili. «Le operazioni di derattizzazione e disinfestazione vanno fatte eseguire da imprese specializzate - conclude Zanollo -. Questi metodi possono nuocere ad altri animali e a persone». 

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