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La storia

Due amiche e una passione: «Così alleviamo i nostri gufi e poiane»

Erika Marcolongo e Monica Donadi possiedono due gufi reali siberiani di tre mesi, una poiana di Harris e un astore
Monica Donadi e l’amica Erika Marcolongo condividono da anni la passione per i rapaci che richiede tempo e competenze
Monica Donadi e l’amica Erika Marcolongo condividono da anni la passione per i rapaci che richiede tempo e competenze
La passione per i rapaci di Monica e Erika

Gufo reale siberiano. Solo il nome è in grado di evocare suggestioni, fascino, mistero. Parla di chiaroveggenza, di sciamanesimo, di capacità di guardare nell’ignoto. Quando poi si ha la fortuna di vederlo a distanza ravvicinata non si può non rimanere stregati dai suoi occhi rotondi, ipnotici, di un arancione intenso, da quelle grandi ali che all’improvviso si aprono quasi a voler dire «sono il padrone del cielo». 
 

Monica e Erika arrivano con i loro “piccoli” al parco Ippodromo di Lonigo, disinvolte come chi sta facendo la passeggiata con il proprio cagnolino. Ma si notano subito, per loro passare inosservate è impossibile. Vengono continuamente avvicinate da bambini e ragazzi ma anche da adulti che chiedono informazioni, se possono scattare foto, avvicinarsi e (cosa ovviamente sconsigliata vista la dimensione e la pericolosità dei loro artigli) accarezzarli. 

Gufi, poiane, astore: la passione di Monica e Erika

Le due amiche leonicene condividono una grande passione, quella per i rapaci: entrambe hanno gufi reali siberiani, Zeus e Noah, di circa tre mesi. Erika Marcolongo, 50 anni, ha anche una Poiana di Harris mentre Monica Donadi, 48 anni, possiede un astore con cui pratica la falconeria, ed è una delle pochissime donne in Italia. «Con l’antica arte della caccia - spiega - si crea un rapporto strettissimo tra uomo e animale. Un legame veramente unico».

Una passione comune si diceva, e tuttavia non improvvisata, ma supportata da studio e preparazione, che richiede ogni giorno un grande impegno. E qui si tocca l’aspetto più importante. Perché le regole, per quanto riguarda i rapaci, sembrano presentare in Italia non poche zone grigie. È naturalmente vietato detenere rapaci selvatici ma chiunque può acquistarne uno: è sufficiente rivolgersi agli allevatori specializzati. Il problema è che non è obbligatorio alcun corso preparatorio (anche se ovviamente i più seri accettano di vendere il rapace solo se l’acquirente ne ha frequentato uno) e quindi può anche accadere che finisca nella mani sbagliate (discorso che, del resto, vale per qualsiasi tipo di animale) e venga tenuto da persone incapaci che non sanno prendersene cura. «Una nostra amica - spiegano le due - ha letteralmente salvato un’aquila acquistata da una famiglia che la teneva costantemente su un posatoio, come fosse un bell’oggetto da mettere in mostra».

I rapaci non sono animali domestici

Non sono animali domestici, è bene ricordarlo, e quindi chi vuole intraprendere questa strada, chi decide di dedicarsi a loro deve avere competenze specifiche. Ed è questo il caso di Erika e Monica, che oltre ad essersi adeguatamente preparate prima, dedicano tempo ed energie ogni giorno ai loro rapaci. «Tutto è nato con una sorta di “chiamata”. Ho avuto la fortuna di avvicinarmi a un gheppio e ho capito che cosa avrei voluto fare in futuro. Ho optato per un impiego di sei ore giornaliere - spiega Marcolongo - proprio per poter coltivare la mia passione e dedicarmi al volo libero con loro». Donadi invece, una laurea in lingue orientali prima di decidere di dedicarsi totalmente agli animali, gestisce una toelettatura. «Quindi Noah - spiega - può stare con me al lavoro. Adesso che è ancora piccolo trascorre anche molto tempo in casa e convive senza alcun problema con un pastore tedesco e tre gatti». 

Per quanto riguarda la detenzione ci sono regole specifiche

Chiunque può acquistare un rapace, si diceva, ma per quanto riguarda la detenzione ci sono regole specifiche: devono avere la propria “carta d’identità” e le voliere devono avere determinate caratteristiche, sia per quanto riguarda le dimensioni che la tettoia. Inoltre i proprietari sono soggetti a controlli. 
I due gufi, ancora molto giovani, sono in quella che viene definita fase di “ammansimento”: tra loro e il padrone si sta instaurando insomma un rapporto di fiducia. Fase fondamentale perché, tra alcune settimane, saranno pronti per il volo. «Chi ha un rapace - spiegano - deve essere preparato al fatto che, dopo il volo, potrebbe non ritornare. Per questo il periodo di preparazione è fondamentale e per questo vengono dotati di radio che, in caso di smarrimento, può facilitarne il ritrovamento».

«Certo ci sono persone che trattano questi animali nel modo sbagliato - spiegano - ma non bisogna cadere in generalizzazioni. È ingiusto considerarci carcerieri». E infatti con pioggia, neve, caldo o freddo Monica e Erika, ogni mattina alle 6 sono già fuori casa per farli volare, ovviamente nelle zone più adatte, lontani dalla confusione e dai pericoli, non certo in centro città. 

Claudia Milani

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