Sandrigo

Il comune veneto che ha messo al bando il passaggio delle pecore

Il sindaco Marica Rigon ha firmato l'ordinanza: pastori fuori dai confini comunali fino al 2024
Il divieto: a Sandrigo le greggi non potranno più entrare
Il divieto: a Sandrigo le greggi non potranno più entrare
Il divieto: a Sandrigo le greggi non potranno più entrare
Il divieto: a Sandrigo le greggi non potranno più entrare

Pecore, capre e greggi sono state messe al bando da Sandrigo. A stabilirlo è un'ordinanza della sindaca Marica Rigon che impone ai pastori, fino al 31 dicembre del 2024, il divieto permanente di pascolo vagante su tutto il territorio comunale e di percorrenza delle strade, in particolar modo nella zona dell'Astico.

Le lamentele

Nel 2022 vari episodi di abbandono di rifiuti e di carcasse di ovini nel torrente da parte di ignoti, sommate alle lamentele da parte di diversi privati per il pascolo abusivo e dei cittadini per la pericolosità relativa alla circolazione sulle strade sporche, avevano spinto il Comune a emettere alcuni dinieghi alle richieste di transito inoltrate tramite l'Ulss 8. Episodi a cui si aggiungono le considerazioni dell'amministrazione sull'area golenale, cioè lo spazio piano tra riva e argine del torrente Astico, "quella abusivamente e maggiormente utilizzata per l'attività di pascolo vagante in quanto i conduttori delle greggi seguono il corso d'acqua", precisa la delibera.

L'ordinanza

Una zona che in parte viene riconosciuta come sito di importanza comunitaria. "L'attività di pascolo di ovicaprini con il sistema della transumanza è stata identificata tra le principali pratiche agricole individuabili come potenziali fattori di pressione, cioè potenziale causa di interazione negativa diretta e indiretta con l'habitat di interesse comunitario", si legge nel documento, siglato dalla prima cittadina anche per far fronte "al continuo arrivo di nuove richieste, pur legittime, che comportano un aggravio di lavoro per l'emissione di nuove e relative ordinanze di diniego". «In passato il Comune è dovuto intervenire più volte, facendosi carico dei costi per le operazioni di pulizia stradale, la rimozione di sacchi di lana abbandonati lungo gli argini e delle pecore trovate morte nell'alveo dell'Astico», dichiara Rigon.

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L'episodio più eclatante risale al mese di gennaio dell'anno scorso quando più di venti carcasse in putrefazione erano state abbandonate sul greto del corso d'acqua. Pecore e agnelli senza targhe di riconoscimento auricolari, lasciati in un tratto particolarmente impervio. Ciò aveva causato diverse difficoltà nel recupero e lo smaltimento coordinati dal Comune. «Operazioni che sarebbero a carico dei pastori», aggiunge la sindaca. «Da non sottovalutare, infine, le criticità legate alla circolazione e alla sicurezza stradale».

Le perplessità

Una presa di posizione che ha sollevato alcune perplessità tra le associazioni di categoria. «Se da un lato posso capire le motivazioni che hanno spinto il Comune di Sandrigo a prendere questa decisione, dall'altro penso che sia necessario trovare dei percorsi alternativi per il transito delle greggi. Se fossero obbligate a seguire un tracciato prestabilito sarebbe molto più semplice monitorare e individuare comportamenti scorretti», dice Martino Cerantola, presidente di Coldiretti Vicenza. «Non è mai una bella cosa bloccare in questo modo un'attività. Dobbiamo considerare che ultimamente sono sempre più i giovani che si dedicano alla cura delle greggi». «È la prima volta che sento parlare di un divieto permanente», ammette Floriano De Franceschi, presidente dell'Associazione regionale allevatori del Veneto. «Partendo dal presupposto che i pastori, come tutti gli allevatori, dovrebbero rispettare le normative e che certi comportamenti vanno condannati, ritengo non sia giusto fare di tutta l'erba un fascio. Sarebbe corretto, a mio parere, identificare i responsabili dei singoli episodi affinché rispondano delle loro azioni».

Marco Billo

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