IL LINGUAGGIO

Pensare con gli animali. Ecco la via per un dialogo

Un libro mette in primo piano «le «conversazioni segrete del mondo vivente»
Il linguaggio animale è una materia affascinante: un libro la racconta
Il linguaggio animale è una materia affascinante: un libro la racconta
Il linguaggio animale è una materia affascinante: un libro la racconta
Il linguaggio animale è una materia affascinante: un libro la racconta

Le api danzano e fanno uso di segnali chimici per trasmettersi informazioni. Le megattere combinano suoni andando a comporre «canzoni» lunghe fino a venti ore. Quando un elefante sta per morire, gli altri membri del gruppo si stringono intorno a lui e lo confortano con le proboscidi. Cani, gatti, pappagalli imparano ad associare gli oggetti a determinate parole, i topi emettono suoni simili a canti. Quante lingue, modalità di relazione, dialoghi esistono nel mondo animale, di cui noi non siamo a conoscenza? Nel bel libro «Linguaggi animali. Le conversazioni segrete del mondo vivente» (Nottetempo, 2021) la scrittrice e filosofa olandese Eva Meijer, ricercatrice di Filosofia Ambientale, regala un viaggio appassionante e pieno di curiosità nel mondo degli esseri viventi non umani, dimostrando come cavalli, formiche, polpi, delfini e perfino funghi sappiano comunicare tra di loro, e anche con noi. Lo fanno, ovviamente, con strumenti molto diversi, e questo richiede da parte dell’essere umano un bagno di umiltà: «Gli altri animali hanno sempre parlato», scrive la filosofa, «occorre solo che noi cominciamo a guardarli diversamente». Perché esistono molti modi di esprimersi, al di là delle parole. E questo avviene attraverso capacità di adattamento, memoria di specie trasmessa da una generazione all’altra, osservazione del territorio e delle sue risorse, memoria visiva. Così Eva Meijer arriva a proporre un’idea che potrebbe sembrare quasi inaudita, eppure sarebbe eccezionale da mettere in pratica: «Se noi impariamo a pensare non agli animali, ma con gli animali, potremmo gettare le basi per nuove relazioni. Parlare con loro ci costringe soprattutto a mettere in discussione i rapporti gerarchici fra la nostra specie e gli altri viventi. E questo ci farebbe vivere più intensamente, imparando il rispetto e addirittura traendo degli insegnamenti». Siamo ben lontani dall’approccio di Fedro e di Esopo, ricorda: «I loro animali parlanti erano antropomorfi e usavano le nostre parole per scopi morali del tutto umani, eppure hanno abitato l’immaginario occidentale come creature dotate di logos, nonostante la tradizione filosofica abbia negato loro regione e linguaggio fino a pochi decenni fa». Solo a partire da Lorenz, e con i progressi degli studi etologici, oggi siamo in grado di scoprire segreti incredibili sul mondo degli animali. Insomma, non finiranno mai di stupirci, mostrandoci esempi di empatia e amore che devono solo farci inchinare di fronte a loro, e dietro tanti comportamenti ci sono logica, passione, saggezza, e non certo soltanto istinto. Come fece Binti Jua, gorilla femmina che viveva allo zoo di Brookfield, in Illinois. Nel 1996 un bimbo di tre anni cadde nel recinto dei gorilla. Tutta la folla andò in panico, ma lei lo prese in braccio e lo tenne al riparo dagli altri coinquilini fino all’arrivo di un guardiano. La sua storia ci ricorda quanto gli animali siano sempre, comunque, molto più altruisti di quanto possiamo immaginare. Ed è ora che queste doti siano finalmente conosciute ed apprezzate.•.

Silvia Allegri