Brescia

Pompea, il gufo del castello, è tornato a casa: si era fratturato un'ala per i botti di Capodanno

Ha potuto spiccare il volo ed è perfettamente guarito. Era stato soccorso la notte di Capodanno, forse spaventato dai botti si era schiantato contro un muro
La liberazione del gufo a Moniga
La liberazione del gufo a Moniga
La liberazione del gufo

Il gufo reale del castello di Moniga, soccorso la notte di Capodanno con un'ala fratturata,  è tornato a casa: si è librato in volo  al crepuscolo, dopo un paio di settimane di convalescenza al Cras Progetto Natura Verona Lago di Lazise. Con un bel colpo di scena: non è un gufo ma una "gufa", una femmina di 5 chili ora in perfetta salute. I bambini del paese l'avevano chiamato Pompeo, ora per forza di cose per tutti sarà Pompea: la principessa del castello.

 

Era stata soccorsa la notte di capodanno

Patrizia Aniasi, il figlio Andrea Ditolve e  Maurizio Becchetti avevano soccorso il rapace il 31 dicembre: "Spaventata dai botti, si era procurata una microfrattura alla falange - spiega la biologa Michela Padovani del Cras, Centro recupero animali selvatici - ma l'abbiamo curata anche per una placca in gola. Si è ripresa benissimo e come da prassi è stato deciso di riportarla nei luoghi a lei conosciuti".

 

Per gli esperti il castello potrebbe essere davvero il suo nido

"Di sicuro è qua da settimane - dice l'ornitologo Enrico Bassi - come dimostrato da ampia documentazione fotografica e dai resti alimentari che abbiamo trovato, riconducibili a predazione. Non escludiamo che abbia un compagno". Una storia a lieto fine, ma con un monito: "Solo a capodanno - aggiunge Carlotta Mantovani, presidente del Cras - abbiamo soccorso tre volatili feriti per i botti".

Raccolta fondi per la degenza del gufo

Intanto a Moniga la mobilitazione prosegue: è partita una raccolta fondi per sostenere le spese di degenza di Pompea (gli interessati possono contattare il parroco).

Alessandro Gatta

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