RONCO.

Migliaia di gru a svernare nelle cave

In questi giorni tiepidi sono comparse in formazioni a V, studiano le correnti ascensionali per migrare «Sarebbe meraviglioso riaverle qui ogni inverno»

Stormi di gru sono stati avvistati nei giorni scorsi mentre volteggiavano su vari paesi della Bassa. Dopo le loro bellissime evoluzioni in cielo, sono rientrati a Ronco. Qui, con ogni probabilità, le gru stanno infatti svernando e si stanno riproducendo, in attesa di tornare nelle pianure ungheresi e balcaniche, e più in là, fino alle steppe russe e mongole. Pierluigi Personi, appassionato ambientalista, promotore di varie iniziative ecologiste in paese e rappresentante della commissione comunale ambientale, ha seguito incuriosito queste gru che, gracchiando forte, si sono levate in volo sopra i cieli di Ronco più volte in questo periodo, formando delle grandi «V» tra le nubi, alzandosi altissime in cielo per poi planare nella zona delle cave ronchesane. «Fanno delle evoluzioni in cielo, stanno in giro per un'ora o due e poi tornano in località Valmarana», assicura Personi, «qui devono aver trovato un habitat naturale a loro confacente, nella zona dove si sta creando il parco umido protetto del Comune e che si trova nella proprietà Riello». «Nella mia lunga esperienza di osservatore e naturalista, non avevo mai visto così tante gru qui a Ronco», conferma Personi, «le ho potute notare così numerose solo in Ungheria». Si calcola che in Ungheria vi siano circa 160 specie di gru che migrando preferiscono raggiungere l'Europa centrale e i Balcani, in inverno, per riprodursi. Essendo uccelli migratori, nei mesi caldi invece raggiungono la Russia, l'Asia minore, vanno fino in Mongolia. È difficile capire perché invece questo inverno migliaia di gru abbiano scelto la media pianura atesina per attendere la bella stagione. Probabilmente nei laghetti e negli stagni formatisi dalle cave di argilla dismesse, le gru hanno trovato i pesci di cui sono ghiotte e si nutrono in quantità. Uccelli della famiglia dei Gruiformi, sono simili alle cicogne. Raggiungono una lunghezza da 100 a 150 centimetri ed hanno un'apertura alare da 1,5 a 2,4 metri. Presentano lunghi colli e lunghe zampe, come gli aironi. Con le prime giornate soleggiate, le gru, che si muovono in stormi, hanno iniziato a volteggiare in vari paesi della Bassa, da Albaredo fino a Cologna, da Zimella a Oppeano. «Studiano le correnti ascensionali che sfruttano, data la loro mole, per potersi spostare in stormi ed emigrare», dice Personi, «volando a gruppi formano delle forme geometriche a punta per fendere le correnti. Non appena sentiranno che sono arrivate le correnti giuste e le giuste temperature, lasceranno Ronco per altri lidi». Chissà se il prossimo inverno torneranno. «Negli ultimi 50 anni ho visto tante specie di animali sparire dalle nostre terre», conclude Personi, «perciò sarebbe meraviglioso avere questa specie di uccelli alle nostre latitudini. Noi l'aspettiamo».

ZENO MARTINI