Porto di Brenzone

La famiglia di Giuditta e Aldo si allarga: nati sette cignetti

L'area del nido, oltre ad essere stata transennata, è anche monitorata da videocamere.
Brenzone, nati sette cigni (Musuraca)

Lieto evento a Porto di Brenzone dove una coppia di cigni, che è da anni una attrazione della frazione, ha dato alla luce ben sette piccoli cignetti. La coppia di pennuti, che tutti a Porto ormai chiamano coi nomi di Giuditta e Aldo, è «residente» nella frazione da circa 12 anni. Ad accudirli e a prendersene cura sono varie persone di Brenzone tra cui, per prima, la ex-presidente della Pro Loco, Lorena Pinamonte.

 

La giovane, notissima non solo a Brenzone per varie iniziative di solidarietà messe in piedi più volte l’anno, ha l’hotel di famiglia proprio sul lungolago a pochi passi da dove, 12 anni fa, la coppia di cigni aveva nidificato la prima volta. «Avevano iniziato a covare nel giardino dell'hotel», ha raccontato divertita la Pinomonte, «e io, incuriosita, ho iniziato ad avvicinarmi a loro anche più volte al giorno. Poi ho iniziato a portare loro del cibo. Col passare del tempo si è creato un legame, una specie di addomesticazione a tal punto che, se tardavo ad andare da loro, erano loro a venire da me, arrivando sin davanti alla porta del bar e talvolta entrando anche dentro».

 

«Col passare degli anni la coppia è diventata una vera e propria star», ha proseguito Pinamonte, «sia fra i clienti tedeschi che tornano qui di anno in anno, e sia per gli abitanti del paese, che li guardano benevolmente e li proteggono». Alcune signore di Porto, tra cui Elisa Isotta e Raffaella Borin, alla schiusa delle uova hanno perfino attaccato fiocchi rosa e blu come decorazione del nido. Di fatto, i due pennuti sono incredibilmente addomesticati tanto da farsi accarezzare, ma solo dalla Pinamonte.

 

«Addirittura arrivano al mio richiamo, come fanno i cani», ha aggiunto la ex-presidente della Pro Loco. A Porto hanno imparato che l’alimentazione ideale per i cigni non è il pane ma pastoni di avena e mais e questo è il cibo che la gente porta ora alla coppia. Quest’anno i pennuti hanno nidificato un po’ più lontano dal giardino dell’albergo, vista l’arrivo di alcuni cani, due pastori australiani, in casa Pinamonte, ma sempre a pochi passi dal primo nido.

 

«Grazie al vicesindaco, Ivano Brighenti, pure lui di Porto, è stato transennato il luogo dove si trovano un po’ più a nord sul lungolago». Insomma: dopo la triste vicenda della primavera 2020 durante la quale una persona aveva rotto a sassate le uova dei cigni, di fatto uccidendone almeno 5, ed era stata poi condannata dalla magistratura scaligera dopo una inchiesta condotta dal comandante della Polizia Locale, Domenico Laporta, ora la sensibilità verso i cigni, a Brenzone, è altissima.

 

«L'area del nido, oltre ad essere stata transennata, è anche monitorata da videocamere. Stessa cosa anche a Castelletto, dove c’è in corso una altra cova di uova», ha aggiunto Pinamonte. Contento anche il sindaco di Brenzone, Davide Benedetti. «Se per tutti questi anni la coppia di cigni ha deciso di deporre le uova a Porto significa che ha trovato un luogo adeguato e una cittadinanza ospitale», ha detto il primo cittadino.

 

Che ha concluso, con benevola ironia, «il rispetto va dato alle persone ed anche alle specie animali che compongono la natura del nostro bellissimo territorio. Diamo il benvenuto ufficiale anche come amministrazione ai cignetti e direi che, ormai, grazie ai genitori hanno la possibilità di ottenere la cittadinanza di Brenzone». Ora a Porto è in corso una disputa per trovare i nomi ma, essendo ben sei i cuccioli di Aldo e Giuditta, presumibilmente ci sarà modo di accontentare quasi tutti. 

Gerardo Musuraca

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