VELO VERONESE

«Il nostro incontro ravvicinato con cinque lupi»

Ryan Ghedin con il suo pastore belga (Zambaldo)
Ryan Ghedin con il suo pastore belga (Zambaldo)

È stato un risveglio agitato quello di Thomas Ghedin, 39 anni, carpentiere, sabato mattina alle 5 quando l’abbaiare insolito del suo pastore belga, lo ha fatto insospettire che stesse capitando qualcosa al fedele Cap, custode della proprietà che dorme nella sua cuccia nel cortile di casa.

 

«Ho aperto gli scuri della mansarda e ho visto un’ombra di quello che mi sembrava un cane, scappare dietro la recinzione, seguita quasi subito da un’altra figura simile. Ho preso la torcia elettrica e puntandola verso la recinzione ho visto un terzo animale, inequivocabilmente un lupo, per le dimensioni e ho chiamato mio figlio Ryan che dormiva nel letto vicino perché so che da sempre, come me, desidera vedere un lupo», racconta il giovane papà.

 

Mentre cercava il fucile «per sparare un colpo in aria, non certo per uccidere i lupi, ma solo per spaventarli temendo per la vita di Cap», precisa Thomas, Ryan, con la torcia puntata sulla recinzione, ha visto altri due lupi arrivare dalla direzione opposta a quella un cui si erano dileguati i tre individui precedenti.

 

«Purtroppo è stata una fase concitata e durata pochissimi secondi, per cui non abbiamo fatto in tempo né a filmare né a fotografare», spiega Thomas, che comunque ha voluto verificare che cosa fosse successo nel cortile non sentendo più abbaiare Cap. «Ci siamo vestiti e siamo scesi in cortile, con il fucile aperto ma pronto per essere caricato perché non volevo sorprese proprio sulla porta di casa, tanto più che mia moglie con la figlia più piccola dormiva in un’altra stanza, sebbene poi si siano svegliate per il trambusto.

 

Fuori era silenzio e buio e Cap stava rintanato nella sua cuccia, spaventato, tant’è che non ne voleva sapere di uscire, ma fortunatamente tutto intero e vivo», sospira Thomas, anche lui spaventato da un incontro così ravvicinato ma anche eccitato dalla visione per la prima di un animale che ammira.

 

La casa è in via Cappelletta, di fronte a piazzale Crosara dove c’è anche il parcheggio dei bus Atv e la sala polifunzionale, quindi in paese, non in una contrada isolata. Non risultano comunque predazioni da lupo in questi giorni negli allevamenti o fra gli animali domestici della zona. La recinzione è fra i 5 e i 10 metri dalla casa, ma si tratta di una rete a maglie e alta 125 centimetri, «per questo temevo che i lupi potessero essere entrati in cortile», aggiunge Thomas, «avendo visto il mio cane saltare la recinzione quando però c’erano 60 centimetri di neve al suolo e in quel periodo ho dovuto legarlo perché non andasse fuori dalla proprietà».

 

«Solitamente teniamo accese le luci di notte sui quattro lati della casa, ma quella sera abbiamo dimenticato di accenderle. Mi sono provvisto anche di una videotrappola dopo l’accaduto, nella speranza di riprendere il ritorno dei lupi, ma finora non sono riuscito a registrare ancora nulla», conclude Thomas. •

Vittorio Zambaldo

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