IN MUNICIPIO.

I «pets» nelle case di chi ci amministra

Numerosi assessori e consiglieri di Verona convivono con cani e gatti: ecco i loro racconti nel segno dell’amore per gli animali

Silvia Allegri La recente modifica del Regolamento comunale per la tutela degli animali di Verona è stata votata all’unanimità, a riprova di quanto l’argomento sia trasversale e sentito come caro da buona parte della cittadinanza. «Gli animali sono, per fortuna, veri e propri membri delle nostre famiglie», commenta Laura Bocchi, consigliere con delega alla Tutela degli animali e promotrice della modifica. «Spesso si tratta di affetti speciali e unici per anziani e persone con disabilità, per la loro straordinaria capacità di empatia». E in linea con il trend nazionale, che vede ormai almeno un nucleo familiare su due vivere in compagnia di uno o più pets, i consiglieri e assessori comunali svelano gli aneddoti e i ritratti dei loro animali. Qualcuno con lunghi racconti, altri con poche parole, ma piene di amore incondizionato per i loro beniamini di casa. Ad aprire il corteo dei felini è proprio Laura Bocchi: «La mia gattina Susy, trovata abbandonata in campagna, è arrivata a casa quando avevo solo quattro anni, ed è stata con me per ben 19 anni. Insomma, mi ha accompagnato dall’infanzia alla mia crescita. Lei mi ha segnato la vita, e da allora ho sempre adorato gli animali. Io poi non potrei vivere senza un felino: penso al mio Satie, gatto che ho trovato malato e abbandonato da mamma gatta quando aveva una settimana. L’ho svezzato io, e mi ha tenuto compagnia anche durante la gravidanza, a dispetto di chi dice che i gatti sono pericolosi». Ci sono anche animali che sono perfetti baby sitter: come Diana e Cloe, compagne di vita di Marco Zandomeneghi e famiglia: «Quando la nostra bimba di 1 anno e mezzo piange, accorrono e ci mordicchiano i piedi, per attirare l’attenzione: sono molto protettive nei suoi confronti». Sempre a proposito di gatti, insieme a Edi Maria Negri c’è Romeo, 13 anni: «L’ho adottato in uno dei banchetti che all’epoca si trovavano davanti al Coin. Da quando mia figlia Agnese è andata a vivere a Milano lui è la mia vita, mi attende a casa, ed è un compagno di lunghe chiacchierate». Il più giovane? Oliver, 3 mesi, che vive a casa di Andrea Bacciga: «Ama la compagnia, lo abbiamo trovato abbandonato. Oggi ha voglia di giocare, è bravissimo, ed è diventato uno dei nostri». Arriva poi la carica dei cani: c’è Alfredo, il Jack Russel di Federico Benini: «È con me da quando aveva pochi mesi. Birbante e vivacissimo, ama giocare con la sua pallina». Quindi Fiocco, 7 anni, maltese di Roberto Simeoni con un piccolo problema al fegato che va sempre tenuto sotto controllo, ma che non gli impedisce di essere sempre attivo, «e pronto a dormire sotto le coperte, la notte», aggiunge il suo proprietario. E Chloe, Shih tzu di Stefano Bianchini, un caratterino a quanto pare: «Deve aver capito che tutta la famiglia stravede per lei e ha preso pieni poteri: dorme sempre, ma quando si sveglia detta ordine». Massimo Paci ci racconta di Paco, giovane pastore tedesco, che ha fatto ringiovanire Toby, 11 anni: «A dispetto dell’età giocano sempre insieme». Lana, 5 anni, è la meticcia di casa Grassi: «Una cagnolina intelligentissima che è riuscita a farmi vincere la paura dei cani», racconta Anna. E condivide la passione per il sushi. Anche Thor, fedele amico di Nicolò Sesso, è di una bontà disarmante: «Ha saputo far innamorare tante persone diffidenti nei confronti degli animali». Chiudiamo questa sfilata di quattrozampe con Francesca Toffali e la sua passione per i bassotti: «La storia è iniziata 11 anni fa con Nano, un bassotto tedesco nero, che si è rivelato da subito un vero personaggio. Vive in simbiosi con me frequentando lo studio, quando può ama camminare senza guinzaglio e si sente un umano. Cinque anni fa ha conosciuto Mina, bassotta tedesca marrone, e la famiglia si è allargata con i cuccioli Gringo, Bruno, Leila e Lulù. Non posso che dare ragione a Maurizio Costanzo, quando dice: il bassotto non è un cane, è un bassotto». E anche quando non ci sono più, gli animali che ci hanno accompagnato per molti anni continuano a vivere nei nostri ricordi. Come avviene per Vicky, e ce lo racconta Francesca Briani: «Vicky è stata con noi per 15 anni. Era arrivata per la felicità dei nostri bambini, poi è diventata la mia ombra. Vivace, intelligente e di ottimo carattere, amatissima da tutti noi. Oggi, a quattro anni dalla sua scomparsa, la sua mancanza si fa sentire ancora fortissima. Gli impegni di questo periodo della mia vita non mi consentono di avere un cane, ma quando vedo per strada un barboncino mi sembra di rivedere lei, i movimenti del suo corpo, e rimpiango le sue feste incontenibili, i giochi e la dolcezza. Solo chi ha avuto la fortuna di vivere con un cane può capire la generosità incondizionata e l’affetto che questi animali riescono a dare e come arricchiscano la vita». •

Silvia Allegri