LA STORIA

Francesco, dall'amica a quattro zampe Spina un aiuto pieno d'amore

Il bimbo di Calvagese soffre di una malattia genetica rara e la flat coated retriever sarà pronta per assisterlo in caso di crisi epilettica: "E' la nostra speranza"
Spina e Francesco sono diventati amici per la pelle
Spina e Francesco sono diventati amici per la pelle
Spina e Francesco sono diventati amici per la pelle
Spina e Francesco sono diventati amici per la pelle

Il cane è il migliore amico dell’uomo e per alcuni è un vero e proprio angelo custode. È così per Francesco, 8 anni di Calvagese della Riviera (Brescia), affetto dalla sindrome di Dravet, una malattia genetica rara dalle molteplici manifestazioni.

Un sostegno per una maggiore autonomia futura

«Presenta una epilessia farmaco resistiva - racconta la madre Katia Lena -. Addirittura eravamo arrivati ad avere 21 crisi al giorno quando aveva tra i 5 e i 6 anni. Adesso sono due anni che Francesco è senza crisi grazie ad una cura sperimentale; tuttavia pubertà ed adolescenza sono potenzialmente problematiche per la sollecitazione del sistema neurologico».

È qui che entra in gioco Spina, una flat coated retriever di 2 anni, con la quale la famiglia sta lavorando per garantire a Francesco una maggiore autonomia futura: «La crisi epilettica arriva di colpo e può capitare in qualsiasi situazione - prosegue Lena -. Il fatto di avere un cane di allerta che ti avvisa in anticipo prima della crisi ti permette di metterti in una situazione di sicurezza e chiamare qualcuno perchè possa aiutarti».

La rete dell'associazione Il Collare d'oro

Un sostegno non indifferente per tutti i genitori con bambini affetti da particolari patologie. Spina arriva dall’Associazione Il Collare d’oro ed è in fase di addestramento per garantire a Francesco e alla sua famiglia tranquillità, migliore qualità della vita e autonomia: «Ho scoperto l’associazione tramite Facebook: mi sono imbattuta in una mamma che stava iniziando il percorso con il cane - racconta Lena -. È stato come vedere il sole che squarcia le nuvole e la speranza di una vita migliore».

Un corso di tre anni diversi esami da superare

Il post ha permesso a Katia di entrare in contatto con questa madre, con la quale ha poi stretto una forte amicizia a distanza, e infine si è rivolta al presidente del Collare d’oro, Gianfranco Cancelli, per cominciare il percorso.

Il cane deve seguire un corso di 3 anni con diversi esami da superare: dall’educazione di base alla formazione specifica per il disturbo del futuro paziente che affiancherà, con rilascio finale di una certificazione: «Abbiamo cominciato il lavoro con Spina nell’agosto 2020 quando aveva due mesi - dice Lena -. Un viaggio lungo ed impegnativo per un animale che è molto più che di compagnia: è di assistenza».

Dal soccorso in acqua al riporto del farmaco salvavita

In questo momento con Spina non è possibile improntare il lavoro di allerta della crisi epilettica, vista la mancanza di crisi di Francesco; la segnalazione infatti dovrebbe avvenire nel momento in cui il cane percepisce, a livello olfattivo, il cambiamento nella secrezione di ormoni e sudorazione. Tuttavia la cagnolona può fornire diversi tipi di sostegno ed aiuto a Francesco: «Abbiamo lavorato sul soccorso in acqua, sul riporto del farmaco salvavita aprendo pensili, cassetti o zaini e sull’accompagnamento all’esterno e nei luoghi pubblici». Senza contare il sostegno emotivo nato dal grande affiatamento creatosi tra Spina e il suo piccolo amico umano: «Adesso le stiamo insegnando a stare vicina a Francesco nel momento della crisi e ad allertarci in caso di anomalie nel comportamento».

Un passo avanti nella legislazione

La famiglia continua con l’addestramento ma rimane nella speranza che la ricerca e la legislazione italiana facciano passi avanti: «In Italia sono riconosciuti solo i cani per ciechi, ma non gli altri animali d’assistenza- chiosa Lena -. Quindi dobbiamo sempre chiedere ai titolari per far entrare Spina in un luogo o mezzo pubblico». L’associazione sta spingendo per delle leggi almeno a livello regionale così da aprire le porte ad una vita normale. •.

Giada Ferrari