LA SFIDA

Domestico e selvatico: il doppio volto del gatto

Convive con l’uomo da 10mila anni ma ha caratteristiche che lo rendono speciale
Un gatto in casa: questi animali mantengono un grado di selvaticità
Un gatto in casa: questi animali mantengono un grado di selvaticità
Un gatto in casa: questi animali mantengono un grado di selvaticità
Un gatto in casa: questi animali mantengono un grado di selvaticità

Hanno iniziato a vivere accanto all’uomo circa 10mila anni fa, quando nel Neolitico da nomade è diventato stanziale. Ma si può davvero parlare di domesticazione nel caso dei gatti? Insomma, siamo sicuri di conoscere davvero bene i nostri felini di casa? A raccontarci qualche segreto è Sonia Daghetta, consulente della Relazione felina formata presso la Scuola di Interazione Uomo Animale (Siua), diretta da Roberto Marchesini. «Quella con i gatti è stata una convivenza proficua per entrambi: il gatto si cibava dei topi che giravano intorno alle riserve di cereali e l’uomo era felice di non avere animali infestanti. Certo, piano piano, nel corso degli anni, soprattutto i nobili sono rimasti affascinati dall’eleganza dei gatti e hanno iniziato a tenerli come animali da compagnia « Ma il gatto ha comunque mantenuto gran parte delle sue caratteristiche innate. Ed è importante conoscerle e rispettarle». Ecco allora l’importanza di una figura professionale come quella del consulente: «Personalmente lavoro a distanza», racconta Sonia, «per motivi pratici, e per non interferire nelle dinamiche fra gatti e persone». Come si svolge, quindi, una consulenza? «Quando i proprietari mi contattano e mi espongono il loro problema per prima cosa chiedo di compilare un questionario, le cui domande sono focalizzate sul contesto in cui vivono, in modo da individuare gli eventuali errori nella gestione dei gatti. Si tratta spesso di convivenze difficili, magari dovute a un inserimento di un nuovo arrivato gestito con poca coerenza con la natura stessa di questi animali. Sono fondamentali i video che si riescono a girare quando si verificano i comportamenti problematici. E sono molto importanti anche le foto di come sono posizionate le risorse dei gatti, ossia ciotole del cibo e dell’acqua, tiragraffi, cucce e giacigli dove riposare e all’occorrenza nascondersi, giochi e lettiere». A quel punto insieme al proprietario si procede per piccoli obiettivi fino a raggiungere una situazione ottimale. Quali sono, quindi, i «sintomi» che ci fanno capire l’importanza di avere un occhio esperto a guidarci? «Il segnale più evidente di disagio sono le deiezioni fuori dalla lettiera. Ma ci sono altri campanelli di allarme, per esempio un gatto che dorme tutto il giorno potrebbe sembrare appagato e fortunato ma, a meno che non abbia una vita notturna molto attiva all'esterno, non è assolutamente così. Di certo un gatto che vive in casa va stimolato attraverso i giochi. Ce ne sono di tipo predatorio, come palline e cannette “da pesca”, che diventano un invito a rincorrere, in assoluto l’attività preferita di tutti i gatti. Altri giochi sono quelli di tipo cognitivo che sollecitano l’innata tendenza a risolvere rompicapi, altri ancora vanno a soddisfare il desiderio di nascondersi: conosciamo tutti la passione dei gatti per gli scatoloni». Non è necessario, quindi, spendere grandi cifre per soddisfare i nostri gatti. Che vivono a metà tra il selvatico e il domestico, e sono al tempo stesso eleganti e buffi: «Questo dona ai gatti un fascino che definirei mistico», conclude Sonia.•.

Silvia Allegri