È accaduto a Lugagnano

Colpi di fucile contro il micio: «Ha rischiato di morire»

Il gatto ferito Harry «Topo» in braccio al suo padrone
Il gatto ferito Harry «Topo» in braccio al suo padrone
Il gatto ferito Harry «Topo» in braccio al suo padrone
Il gatto ferito Harry «Topo» in braccio al suo padrone

Due colpi sparati per uccidere con un fucile ad aria compressa. Un proiettile appuntito gli ha sfiorato la colonna vertebrale. Vittima di un gesto spiegabile solo con la cattiveria e la stupidità di chi l’ha compiuto è Harry, detto «Topo». Con i suoi occhi spalancati in un misto di curiosità e stupore e il pelo nero come la pece, il felino ricorda il protagonista del film d’animazione «La gabbianella e il gatto» tratto dal racconto di Luis Sepulveda.

 

Da quasi un anno Topo condivide l’abitazione di Nicolò e Alessia in via Fumanelli 28 a Lugagnano, insieme ad altri due gatti, Fred e Ginny. Il fatto è avvenuto mercoledì scorso. «Ero rientrato in casa intorno alle 9,30», racconta Nicolò, 33 anni, impiegato, come la compagna, all’aeroporto Catullo. «Ero uscito poco prima per accompagnare la bambina al Centro estivo di Villafranca. Ho visto che il gatto non stava bene, aveva vomitato, zoppicava e sanguinava sul fianco».

 

 Preoccupato, Nicolò l’ha portato alla clinica veterinaria Santa Lucia, dove è stato sottoposto a tre radiografie e a un’ecografia. Accertamenti e spese mediche costati tra l’altro, una cifra non indifferente. Visitandolo, il veterinario ha visto i due fori: le ferite erano state provocate da due pallini metallici a punta sparate con un’arma che dovrebbe essere dichiarata alle forze dell’ordine.

 

Il padrone dell’animale ha subito presentato denuncia contro ignoti ai carabinieri della stazione di Sommacampagna. «Siamo rimasti senza parole», esclama l’impiegato, «anche perché Topo è un gatto fifone che si limita ad uscire nel giardino sul retro di casa. Al massimo, attraversa la siepe e mette il musetto nel giardino del vicino, per cui ci sentivamo tranquilli... Non è certo un animale che va a disturbare o a sporcare in giro. Questo fatto», continua, «ci ha sconvolti, in casa c’è anche una bambina di sei anni e sapere che nei dintorni c’è qualcuno che si diverte a sparare non è certo rassicurante».

 

Sospetti? «Non incolpo nessuno, posso solo dire che una persona tempo fa si era lamentata dicendo che Fred, gatto che al contrario di Topo ama la strada tanto da essere stato quasi adottato da una coppia di nostri vicini, faceva i suoi bisogni davanti al suo garage. E aveva minacciato “provvedimenti drastici”. Accuse assurde perché i nostri gatti usano le lettiere. Tuttavia, una frase, per quanto sgradevole, non ci autorizza di certo a puntare l’indice su qualcuno».

 

Fortunatamente i proiettili non hanno colpito organi vitali. Un pallino gli ha sfiorato la colonna vertebrale e un altro si è fermato nella fascia muscolare prima di raggiungere il colon. «Ciò che più colpisce è la cattiveria gratuita, non riesco a concepire che qualcuno abbia voluto fargli del male, per ripicca o divertimento. I carabinieri», fa sapere mostrando la denuncia, «mi hanno assicurato che faranno accertamenti sui possessori di armi».

 

Per il reato di maltrattamento di animali il codice penale (art. 544 ter) prevede, oltre a una pesantissima sanzione pecuniaria, da 5mila a 30mila euro, anche la reclusione fino a 18 mesi. «Metterò dei cartelli», conclude Nicolò, «per avvisare del pericolo e ho già parlato con alcune persone che hanno dei gatti. Tutti sono rimasti allibiti, ora non si può più vivere tranquilli». 

Enrico Santi

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