La campagna di Aidaa

Cappuccetto Rosso nel mirino degli animalisti: «Abolire la fiaba, offende il lupo»

Cappuccetto Rosso in una illustrazione di Jessie Willcox Smith (1863 – 1935)
Cappuccetto Rosso in una illustrazione di Jessie Willcox Smith (1863 – 1935)
Cappuccetto Rosso in una illustrazione di Jessie Willcox Smith (1863 – 1935)
Cappuccetto Rosso in una illustrazione di Jessie Willcox Smith (1863 – 1935)

Anche i lupi piangono e, soprattutto, si offendono. Almeno secondo gli animalisti dell'Associazione Italiana Difesa Animale e Ambiente (Aidaa), che in una nota invitano ad «abolire o rivedere la fiaba di Cappuccetto rosso perché offende i lupi».

E non è uno scherzo. L'associazione sostiene che il ruolo che si riserva al lupo nelle favole andrebbe modificato perché «inculca ai bambini l'idea che il lupo è un animale cattivo» e precisa: «Certo, si potrebbe obiettare che si tratta di favole e via dicendo, noi vogliamo solamente sottolineare che a furia di definire il lupo un animale cattivo crea paura e mostri anche laddove non ce ne sono».

E la campagna lessicale di Aidaa non si ferma qui. Il gruppo ritiene infatti che le «offese verso gli animali sono una sorte di malcostume se non in alcuni casi addirittura istigazione al maltrattamento».  L'associazione è la stessa che scatenò una polemica contro Vittorio Sgarbi  per il suo uso della parola «capra» per indicare delle persone ignoranti e che chiese anche di togliere il termine cane e porco dalle bestemmie perché «gli animali a differenza degli uomini hanno animi puri e non offendono Dio o la Madonna o i Santi». Ora invece l'anatema degli ultra-animalisti cala sulle «distorsioni che riguardano il lupo» e chiedono si smetti di usare locuzioni come «crepi il lupo» o «il lupo cattivo». 

Ora c'è quindi da attendersi una campagna di «salvataggio» delle balene nelle frasi augurali che le vedono protagoniste e, naturalmente, l'abolizione o la revisione di Pinocchio per il chiaro ruolo negativo affidato al grande cetaceo.