RONCO ALL’ADIGE

Cani feriti a colpi di fucile, scatta l’allarme in paese

Il meticcio Martedì scomparso dalla pesca sportiva di Ronco DIENNEFOTO
Il meticcio Martedì scomparso dalla pesca sportiva di Ronco DIENNEFOTO
Il meticcio Martedì scomparso dalla pesca sportiva di Ronco DIENNEFOTO
Il meticcio Martedì scomparso dalla pesca sportiva di Ronco DIENNEFOTO

Le campagne di Ronco all’Adige stanno diventando pericolose per i cani. Nei giorni scorsi il pastore belga Dori è stato ritrovato infatti con il corpo ricoperto da pallini di piombo che lo hanno praticamente reso cieco mentre di un secondo cane, un meticcio di nome Martedì, appartenente sempre allo stesso proprietario, non vi sono notizie e si presume sia stato ucciso. I due animali erano fuggiti la scorsa settimana dalla «Pesca Sportiva dalla Maria» iniziando a girovagare nei campi senza fare più ritorno a casa. I proprietari hanno cercato inutilmente i due cagnolini fino a quando un loro cliente ha riferito di aver visto un cane in difficoltà nelle vicinanze del laghetto di pesca sportiva. «Mi sono precipitato sul posto», racconta Riccardo Lorenzetti, «e ho trovato il nostro Dori con gli occhi rossi e gonfi. Camminava a stento e ogni tanto si accasciava a terra. Abbiamo capito che la situazione era grave e lo abbiamo subito portato in una clinica veterinaria a Verona, dove i medici hanno appurato che il cane era stato colpito da una scarica di pallini da caccia che gli avevano lesionato entrambi gli occhi ed erano penetrati un po’ ovunque nel suo corpo». I veterinari hanno quindi estratto alcuni pallini dalla testa ma non hanno potuto fare nulla per quelli che si erano conficcati negli occhi. Un occhio di Dori era irrimediabilmente compromesso mentre l’altro era fortemente lesionato per il distacco della retina. «Il nostro pastore belga ora vede solamente ombre», aggiunge Riccardo, «lo stiamo curando ma non sappiamo se potrà tornare a vedere dall’occhio lesionato. Ci siamo recati dai carabinieri di Ronco a sporgere denuncia contro ignoti consegnando i referti medici che attestano che il nostro cane è stato preso a fucilate». La famiglia Lorenzetti ora teme per la sorte di Martedì che era scappato assieme a Dori. I due cani erano inseparabili e ogni ora che passa si fa largo l’ipotesi che il povero meticcio sia morto sotto i colpi di fucile da caccia mentre il suo compagno sia riuscito a fuggire e a trovare la strada di casa, seppure colpito agli occhi, affidandosi all’olfatto. «Ci chiediamo che male possano aver fatto i nostri cani», conclude Lorenzetti, «non hanno mai creato problemi a nessuno e prenderli a fucilare è stato davvero un atto di crudeltà. Chi ha sparato deve rispondere di questo reato». Le indagini sono ora condotte dai carabinieri di Ronco, che lanciano un appello a recarsi subito in caserma a chiunque abbia notizie sul responsabile del ferimento di Dori e sulla presunta morte di Martedì. I militari si stanno mobilitando perché anche lo scorso anno in paese qualcuno aveva sparato, sempre con un fucile da caccia, a un Border Collie ferendolo seriamente a una zampa. Il sospetto è che nelle aziende agricole della zona ci sia un cacciatore che spara ai cani che si avvicinano o entrano nella sua proprietà. Imbracciare il fucile per sparare agli animali d’affezione è punito dall’articolo 544 del codice penale con la reclusione da tre a 18 mesi e con una multa fino a 30mila euro. La pena viene aumentata della metà qualora gli animali muoiano. La notizia del ferimento di Dori e della presunta morte di Martedì ha messo comunque in allarme i proprietari di cani della zona e in particolare gli animalisti della Lega per la difesa del cane di Legnago e Basso Veronese. I quali annunciano ogni forma di collaborazione con le forze dell’ordine per dare un nome al proprietario della doppietta che per due volte ha impallinato i cani seminando indignazione e orrore a Ronco. •.

Riccardo Mirandola

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