l'emergenza

Api disorientate in cerca di cibo, Coldiretti: «Effetto del clima mite»

Con le temperature stagionali sopra la media, gli insetti non sanno più come comportarsi

Api disorientate in cerca di cibo e fiori. Fa troppo caldo, le temperature stagionali sono sopra la media, anche in provincia di Brescia, e gli insetti non sanno più che fare.  È quanto emerge da un monitoraggio di Coldiretti Brescia sugli effetti del clima mite nelle campagne in diverse zone della provincia.

Api in crisi di fame, l'apicoltrice spiega il perché

E’ fondamentale tenere sotto controllo le api, molto più che in un inverno normale. Vanno nutrite con composti di acqua, zucchero e miele per evitare di perderle– spiega Valentina Cella, apicoltrice di Cazzago San Martino (BS) - in questo periodo le api dovrebbero ammassarsi tra loro per ‘scaldarsi’ all’interno dell’alveare, invece a causa delle temperature autunnali percepite al di fuori, volano in giro, ma non trovando nulla con cui alimentarsi, vanno in crisi di fame".

Il 2022 è stato l'anno più "bollente"

Il mese di dicembre in Italia ha fatto segnare una temperatura superiore di 2,09 gradi la media storica secondo un’analisi della Coldiretti sulla banca dati aggiornata Isac Cnr che rileva le temperature dal 1800 e che classifica il 2022 come l’anno più bollente con una temperatura media superiore di 1,15 gradi e la caduta del 30% di precipitazioni in meno, rispetto alla media storica del periodo 1991-2020.

Le api escono dagli alveari

“Come apicoltori la nostra preoccupazione aumenta di fronte all’eventualità che il clima torni rigido e che si debbano affrontare possibili gelate, le api sono disorientate dalle temperature miti di queste giornate - conferma Edoardo Mombelli, apicoltore di Quinzano d’Oglio (BS) – non si comportano come se fossimo in pieno inverno: escono dagli alveari alla ricerca di fiori e di cibo, ma non trovando molto e quindi il rischio è che soffrano sin d’ora la fame.”

Clima sempre più tropicale

Si accentua dunque – sottolinea Coldiretti – la tendenza al surriscaldamento in Italia dove la classifica degli anni più roventi negli ultimi due secoli si concentra nell’ultimo decennio e comprende nell’ordine dopo il 2022 il 2018, il 2015, il 2014, il 2019 e il 2020. Il cambiamento climatico è stato accompagnato da una evidente tendenza alla tropicalizzazione che – conclude Coldiretti – si manifesta con una più elevata frequenza di eventi violenti, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi.

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