LA PIAGA

Animali abbandonati: ecco cosa fare se se ne incontra uno

La veterinaria: «Guinzaglio e ciotola sempre in auto e attivare i servizi comunali in caso di emergenza. E per rischi sanitari chiamare il 118»
La veterinaria Ioana Ogiolan con alcuni cani abbandonati al rifugio Enpa
La veterinaria Ioana Ogiolan con alcuni cani abbandonati al rifugio Enpa
La veterinaria Ioana Ogiolan con alcuni cani abbandonati al rifugio Enpa
La veterinaria Ioana Ogiolan con alcuni cani abbandonati al rifugio Enpa

Nonostante i progressi siano tanti, e le persone civili e rispettose degli animali siano decisamente in aumento, la piaga degli abbandoni è tutt’altro che sconfitta. E anche in questa estate rovente si contano ormai centinaia e centinaia di cani e gatti lasciati al loro destino. Prestare soccorso a un cane o gatto in difficoltà è un dovere morale e anche un obbligo. Ecco come comportarsi, allora, in caso di ritrovamento di un animale vagante. «Sarebbe l’ideale avere sempre un guinzaglio e una ciotolina con noi, magari in macchina», suggerisce la dottoressa Ioana Ogiolan, veterinaria del rifugio Enpa Verona. «Se troviamo un cane vagante, proviamo a fermarlo, ovviamente senza mettere in pericolo noi stessi e l’animale: preso dal panico, potrebbe buttarsi in mezzo alla strada e provocare incidenti, oltre a rischiare la vita. «Una volta fermato il cane, se siamo in città ed è giorno possiamo entrare dal veterinario più vicino e far leggere il microchip. Se il cane è microchippato si potrà avvertire il proprietario. Se invece siamo fuori città, la regola prevede che si chiamino i vigili del comune di competenza: in comuni come Verona c’è un servizio 24 ore su 24, in altri più piccoli il rischio è che si trovino orari ridotti».

A quel punto si potranno chiamare il 113 o 112: in questo modo arriverà un agente provvisto di lettore per il microchip. Se il cane è regolarmente registrato, una volta rintracciato il proprietario questo dovrà pagare una multa al momento della restituzione. «In assenza di microchip, o nel caso in cui il proprietario non risponda, il cane viene portato al canile sanitario, dove sarà sottoposto all’applicazione di microchip, vaccini, test per leishmania e filaria, trattamenti antiparassitari. Infine andrà in lista per la sterilizzazione. Finito questo percorso, se il comune in cui è stato trovato il cane ha una convenzione attiva, l’animale sarà trasferito nel rifugio di competenza dove avrà inizio l’iter per un’adozione». E per i gatti? «È un po’ più complicato», continua la dottoressa Ogiolan. «I gatti si fanno catturare a fatica, a meno che non si tratti di gatti di casa, e poi ricordiamoci che il gatto è considerato un animale libero, che può vivere sul territorio comunale e in colonie di competenza delle Aziende sanitarie locali, regolarmente censite e gestite da volontari». Quando invece è evidente che un gatto si è davvero perso, dopo averlo messo in sicurezza un mezzo potente per aiutarlo è costituito oggi dal passaparola e dai canali social: oltre a mandare una mail ai veterinari del posto, segnalando l’animale, si possono condividere appelli o stampare locandine da appendere intorno alla zona del ritrovamento. Se l’animale è ferito, invece, bisogna chiamare il 118, che attiverà il protocollo di intervento del servizio veterinario dell’Asl. «In ogni caso», conclude la veterinaria, «sul sito www.enpa.verona.it, nella sezione Informazioni, si possono trovare preziose informazioni su come comportarsi in caso di ritrovamento di animali abbandonati o in pericolo, ma anche in caso di smarrimento del proprio pet».•.

Silvia Allegri