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Il lockdown e l’ambiente: riscoprire le attività outdoor in ottica sostenibile

By Athesis Studio

La recente pandemia ha stravolto le abitudini e gli stili di vita. Durante il lockdown è sicuramente capitato a molti di vedere la natura riappropriarsi dei propri spazi. Chi viveva in città popolose, non sentendo più il rumore del traffico, è finalmente riuscita a sentire gli uccellini cinguettare. Abbiamo visto video amatoriali circolare in rete con delfini nella laguna di Venezia, animali dei boschi attraversare tranquilli le nostre città. Tutto questo, unito alla paura di affrontare un viaggio complesso, hanno portato molte persone ad esplorare i dintorni delle città. Questo si è tradotto con un grande aumento della riscoperta della natura e degli sport ad essa connessi.

Per la pratica di attività outdoor sono fondamentali delle scarpe da trekking o hiking che offrano sicurezza e stabilità su terreni accidentati. Andando in un negozio di sport e trovandosi davanti un’intera parete di scarpe e scarponi per l’escursionismo ci si sente un po’ spaesati, smarriti. La scelta di uno scarpone o di una scarpa non è facile, anche se si è esperti in camminate.

Bisogna considerare la stagione in cui vogliamo effettuare l’escursione, perché esistono scarponi per l’estate e quelli per l’inverno. Se le vogliamo alte per proteggere la caviglia o vogliamo sentirci più liberi. Fondamentale è l’aderenza sul bagnato, che i più tecnici chiamano grip, per evitare scivoloni pericolosi. Bisogna considerare la leggerezza perché dopo molte ore di marcia anche il peso di una scarpa si sente. La capacità di ammortizzamento fondamentale per salvare la schiena e le articolazioni da dolorose conseguenze. E si può andare avanti ancora con altre caratteristiche necessarie.

Ma oggi a tutte queste caratteristiche si unisce anche un’attenzione verso la sostenibilità, perché la nuova consapevolezza della vulnerabilità del nostro patrimonio naturale ha creato dei cambiamenti nell’opinione pubblica. Si cerca di impattare il meno possibile con l’ambiente. Quindi trovare i questo settore un produttore sensibile a questo tema può fare la differenza. SCARPA è uno di questi. Nata come società di artigiani calzaturieri di Asolo, resta a tutt’oggi una realtà artigianale nella vocazione. L’amore per l’ambiente deriva da chi l‘ambiente lo frequenta. Così molti atleti hanno sempre collaborato per la realizzazione di calzature performanti. L’artigianalità si coniuga con la sostenibilità creando modelli che si possono riparare e risuolare. Ultimamente lo sguardo è stato rivolto a ciò che c’è di peggio in termini ambientali, cioè lo scarto inquinante. Lo studio che viene portato avanti SCARPA nel suo Green Lab ha messo a punto un sistema per trasformare e riciclare alcuni tipi di materiale per dare loro nuova vita, senza comunque avere diminuzioni delle performance sportive. Il risparmio di energia, di acqua, di utilizzo dei prodotti chimici, la diminuzione di emissioni di CO2, sono processi produttivi importanti. Oggi molti consumatori sono attenti anche a questo. Se poi si considera che il settore cosiddetto della moda, nel quale possiamo assimilare quello calzaturiero, è oggi uno dei comparti più inquinanti dopo quello petrolifero,  una riflessione circa la sostenibilità va assolutamente fatta. Esistono studi che sostengono la fiducia che viene riposta nelle aziende è  maggiore se la qualità sia vicina al livello di attesa. Quindi risulta fondamentale informare il consumatore e coinvolgerlo in una relazione in cui la sostenibilità abbia un ruolo importante e centrale. Camminare insieme verso un futuro più pulito aiuta ognuno di noi.