Provincia, addio
al patrimonio
di famiglia

In vendita

I Palazzi scaligeri, residenza medievale dei signori di Verona; il Caffè Dante, il «parlamentino» dove, dal 1837, si incontrarono letterati, studiosi e artisti da Barbarani a Lombroso, da Simoni a Pindemonte fino a Mascagni; e ancora tre tenute agricole e altrettante ville, la colonia per le vacanze di Ceriale, caserme e appartamenti. La Provincia vende tutto.

Tempi duri per l’ente «fantasma». In vita, ma in via di dismissione secondo l’orientamento del Governo; decurtato del 50 per cento dei dipendenti e di diverse funzioni, ma con deleghe (scuole, strade, ambiente) di peso finanziario notevole su cui si esprime un consiglio composto da amministratori comunali a titolo volontario (in rinnovo l’8 gennaio a eccezione del presidente, Antonio Pastorello, in carica altri due anni).

«Siamo in mezzo al guado. Non abbiamo più competenza sul patrimonio né fondi e quindi dobbiamo vendere. Questo è il centralismo romano», attacca Pastorello.

Le stime degli immobili sono in corso, ma l’operazione di alienazione si aggira su un valore di 55 milioni di euro. Le cifre introitate andranno nel capitolo Investimenti che finanzia interventi sugli istituti scolastici superiori di proprietà della Provincia e strade. Ma richiederà qualche anno: «Sono investimenti impegnativi per chi compra e questo non è il periodo migliore, la procedura dell'asta richiede tempo, ci sono i vincoli della Soprintendenza e poi non vogliamo svendere: questo è un patrimonio dei cittadini».

E così sarà messo in vendita il Caffè Dante al pianterreno dell’edificio in piazza dei Signori col locale a fianco adibito a negozio.

Sarà alienato anche l'ex sanatorio della Grola di Domegliara con un terreno di quasi diecimila metri. Poco distante, lungo l'Adige, è già stata messa in vendita – ma la prima asta con base di 2,8 milioni di euro è andata deserta – la tenuta di Ponton composta da una campagna di 35 campi, fino al 2007 frutteto sperimentale della Provincia, e dai fabbricati dell'ex ospedale neuropsichiatrico in disuso dagli anni Settanta.

A Malcesine, c'è villa Pariani con un parco, usata ultimamente per i grest estivi. Altro luogo di vacanze è la colonia di Ceriale a Savona (6,3 milioni di valore) di proprietà per metà della Provincia e per metà dei 98 Comuni veronesi che hanno autorizzato Pastorello a vendere: mancano all'appello solo Verona e Mezzane. Poi si procederà.

A San Floriano, la tenuta con il centro sperimentale vitivinicolo sarà divisa in tre. Una parte, con l'edificio per la vinificazione e un terreno di novemila metri, sarà acquistata dall'università di Verona e l'operazione è in corso. Una parte, composta da villa Eugenia con la campagna di circa nove ettari sarà messa in vendita. Una terza parte sarà acquisita dal Comune di San Pietro Incariano.

A Verona, in via San Giacomo, si vende l’ex palazzina della polizia stradale con terreno annesso. Pende un interrogativo sulla sede dei vigili del fuoco in via Polveriera Vecchia: la Provincia l’ha proposta all'Invimit, la società di investimenti immobiliari del ministero delle finanze che acquista edifici per intero occupati da enti statali. Ma c’è l’ipotesi che i pompieri si trasferiscano nella futura sede alla Genovesa. L’Invimit ha confermato però l’acquisto della caserma dei carabinieri di via Salvo D'Acquisto per 5,9 milioni di euro. E sempre all'ente, la Provincia ha proposto di cedere i Palazzi Scaligeri (articolo a fianco). Andranno in vendita anche l’ex Archivio di Stato in via del Pontiere e l'appartamento in piazzetta Capretto già sede della Rai. È stato venduto, infine, per 160mila euro, il bar in via Leoni.

Capitolo a parte per l'Ossario di Custoza. Di proprietà della Provincia, in gestione a Sommacampagna fino al 31 dicembre. Pastorello ha proposto la cessione gratuita al Comune del sindaco Graziella Manzato che sta riflettendo: da sempre il paese aspira all'acquisizione, ma i costi di gestione ordinaria (la Provincia dava un contributo di 45mila euro l'anno) e di manutenzione preoccupano l'ente locale che ha bilanci ristretti. La questione è rimandata al 2017.

Maria Vittoria Adami