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21.03.2020 Tags: Villafranca di Verona

Troppi assenti, naufraga il Consiglio

Il Consiglio comunale riunito a Villafranca
Il Consiglio comunale riunito a Villafranca

Doveva essere un consiglio comunale necessario, non prorogabile. Lo aveva detto il sindaco Roberto Dall’Oca, spiegando che i punti all’ordine del giorno erano stati appositamente ridotti all’osso: solo l’essenziale. Ma pure diversi consiglieri della sua maggioranza hanno disertato l’appuntamento, tanto che il numero legale non è stato raggiunto. Fatta la conta dei presenti, il presidente del consiglio Lucio Cordioli, ha rimandato tutti a casa. Questo, però, apre a scenari ben più profondi e non solo per l’emergenza coronavirus. La crisi, infatti, potrebbe essere anche politica, mettendo di mezzo la maggioranza proprio di Dall’Oca. Batte così i pugni la minoranza in blocco che giovedì sera, alle 20, si è presentata solo con il consigliere Pd Paolo Martari. Assenti, poi, anche quelli della Lega, Stefano Predomo e Loretta Mazzi; Martina Pasetto (Forza Italia) e Maria Cordioli (Insieme si può). Ma è assordante la mancata presenza di tre consiglieri del gruppo Villafranca Domani: Jacopo Foroni, entrato da poco dopo aver abbandonato la Lega, Nicole Ortombina, fuoriuscita da Forza Italia e il capogruppo Vincenzo Tedesco. «La maggioranza non c’è più», rilanciano tutte le forze d’opposizione insieme. All’ordine del giorno, secondo le minoranze, non ci sarebbero state delibere così urgenti da dover convocare un consiglio in questo momento di crisi, ma si sarebbe trattato di una prova di forza. «Con il passare del tempo», aggiungono, «abbiamo appreso che buona parte della maggioranza che sostiene, o meglio sosteneva, il sindaco non si sarebbe presentata in aula». Non centrerebbe nulla il rischio di contagio quanto piuttosto ragioni «squisitamente politiche» anche in ottica delle prossime elezioni regionali. Punto centrale della questione è la nomina, ancora non formalizzata ma piuttosto concreta, a presidente della casa di riposo Morelli Bugna di un esponente in quota Lega. Il nome è quello di Manuela Tomasi già candidata proprio con il Carroccio nelle ultime elezioni villafranchesi. Il caso lo aveva fatto scoppiare circa due mesi fa un altro componente della Lega, Renzo Ferraro, candidato prescelto al vertice del Morelli Bugna salvo poi una sterzata improvvisa verso Tomasi. Secondo le opposizioni dunque il cortocircuito politico che ha mandato in escandescenza la maggioranza sarebbe stata la richiesta di Villafranca Domani della presidenza dell’Ipab. Oltre a un rimpasto che prevedrebbe, dopo i tanti cambi di casacca, anche un assessore proprio in quota al gruppo. «Certamente non può essere chiesto all’opposizione (quasi totalmente assente alla seduta, ndr) di tenere in piedi una maggioranza che non esiste più». E concludono: «Chiediamo che il sindaco venga in consiglio comunale per relazione su questa crisi». Sembra invece non aver accusato il colpo Dall’Oca che confina l’assenza dei consiglieri all’emergenza coronavirus. «Sarebbe stato un bel segnale, ma è un momento difficile, la paura è tanta», dice il sindaco. «Molti consiglieri avevano detto che non sarebbero stati presenti. È comprensibile. Ma non c’è dell’altro dietro, sarebbe squallido», conclude. •

N.V.
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