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17.02.2020 Tags: Sommacampagna

Volute da Pollo Arena mezzo secolo fa Storia delle ragazze giunte dal Molise

Alfonso Principe, Benedetta Amatuzio e Giuseppina Evangelista
Alfonso Principe, Benedetta Amatuzio e Giuseppina Evangelista

Venerdì 13 febbraio 1970 un pullman, posteggiato davanti al municipio con cinquanta donne a bordo, lascia di buon mattino Bojano, nel Molise, con meta Sommacampagna per un corso di qualificazione alla neo nata Agripol-Sipa Pollo Arena. L’interessamento era stato del sindaco Gino Di Biase. Le donne sono quasi tutte minorenni (la maggiore età si raggiungeva allora a 21 anni), eccetto la capogruppo e unica sposata, la quarantacinquenne Amelia Iamurri in Principe. Come scrive l’edizione molisano del Messaggero di domenica 15 febbraio 1970, «è il primo contingente di mano d’opera femminile che viene immesso a frequentare i corsi di qualificazione professionale in vista dell’insediamento dell’Agripol nel Molise centrale». L’insediamento Sam (società agricola molisana) verrà poi aperto solo nel 1976, per chiudere pochi anni fa, lasciando a casa quasi un migliaio di persone. Sommacampagna, cinquant’anni fa, era un comune in fermento e dai 7.318 abitanti del primo giugno 1957 si stava toccando quota 12.000: nel 1969 aveva registrato la più alta percentuale d’immigrazione della provincia. Il Pollo Arena e così i molti calzaturifici e altre aziende insediatesi in paese, hanno fatto la fortuna di Sommacampagna. Giornalmente pullman di lavoratori arrivavano dal Padovano e dal Mantovano. Alcune delle ragazze arrivate da Bojano per il corso di qualificazione si sono sposate e sono rimaste a Sommacampagna. Assieme ad Angela Rigo, deceduta anni fa, hanno trovato marito Giusi Evangelista, sposatasi con Andrea Polati, e Benedetta Amatuzio, sposata con Giorgio Martari, entrambe del 1951. Racconta Benedetta: «Con me era venuta anche mia sorella Lucia che poi ritornerà in Molise nel 1976 e per questo piansi. Avevamo pagato vitto e alloggio. Inizialmente come alloggio e prima colazione eravamo al Mini Hotel di Bardolino, dove il signor Ernesto ci trattava con i guanti bianchi. Di giorno, per pranzo e cena, ci pensava il cuoco dell’azienda, Gigi Milanese mentre la domenica andavamo a mangiare al ristorante Al Sole, nel centro storico. Con l’arrivo dell’estate, a noi ragazze ci assegnarono a Sommacampagna come alloggio sei nuovi appartamenti in via Crocetta, nella costruenda zona industriale: abbandonare il lago non è stato facile e Sommacampagna non mi piaceva. Avendo abbandonato la scuola al mio paese, frequentavamo gli studi serali. Mi sposai e lavorai al Pollo Arena sino al 1994». Così Giusi: «Il mio primo stipendio furono 50.000 lire, i titolari ci volevano bene, perché ci vedevano impegnate e non lesinavamo gli straordinari. A Natale 1970 il Pollo Arena ci portò con un pullman a Bojano per le vacanze natalizie». Nel frattempo Amelia Iamurri (deceduta l’anno scorso), che a Bojano gestiva un negozio di fiori, era stata raggiunta dalla famiglia. Fra i suoi parenti c’era anche il figlio Alfonso, classe 1953, attuale presidente della Promosport. «Arrivai a Sommacampagna nel giugno 1970 per le vacanze scolastiche e sto ancora aspettando che finiscano», afferma scherzosamente. «Fui assunto anch’io dal Pollo Arena e poi sposai una ragazza del luogo». Accolti con circospezione dalla popolazione d’allora, chi ha deciso di rimanere per amore a Sommacampagna si è reso conto di aver fatto la scelta giusta. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lorenzo Quaini
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