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18.12.2019 Tags: Valeggio sul Mincio

Biblioteca resta al gelo e saltano gli incontri

L’ingresso di palazzo Guarienti, sede della biblioteca
L’ingresso di palazzo Guarienti, sede della biblioteca

Manca il riscaldamento al primo piano della biblioteca comunale, fiore all’occhiello della cultura locale. E così salta il primo incontro della rassegna Fatti un’idea, dedicata ai giovani valeggiani che hanno intrapreso percorsi originali, che si sarebbe dovuto tenere mercoledì 11 dicembre. Da alcuni giorni, infatti, mentre al piano terra funziona tutto normalmente, al primo piano, dove vi sono una gran parte delle scaffalature della biblioteca e dove tanti utenti solitamente si recano per studiare, l’atmosfera è gelida. Era quindi impensabile dare l’avvio a una serie d’incontri che faranno toccare con mano la passione per il cinema, per l’editoria, la voglia di viaggiare e di portare aiuto alle missioni africane. Ancora da individuare le cause che hanno prodotto il blocco del riscaldamento a livello del primo piano, mentre gli altri due piani funzionano regolarmente. «Abbiamo fatto intervenire una ditta specializzata», sostiene Alessandro Remelli, assessore ai Servizi e alle manutenzioni, «che ha prodotto una relazione in cui evidenziano che a un primo controllo non hanno riscontrato perdite, ma ora dovranno approfondire perché l’impianto s’è svuotato». Aspetti che non lasciano presagire nulla di buono, soprattutto se si considera le difficoltà cui si andrebbe incontro qualora non venisse individuata la perdita. Il rischio concreto sarebbe quello di dover togliere la pavimentazione e, naturalmente, tutti gli scaffali sovrastanti, con una perdita secca di presenze in una delle biblioteche che da anni risulta tra le prime per numero di prestiti nel panorama provinciale. Se poi si considera che proprio la sala centrale del primo piano diventa spesso al mercoledì sera sede per presentazione d’autori e per incontri di varia natura, il pericolo è che ogni attività, da qui fino alla primavera, quando la temperatura tornerà a crescere, debba essere sospesa. Non vi sono infatti spazi paragonabili in biblioteca e in queste situazioni si nota ancor più la mancanza di una sala civica comunale. Quella di cento posti che esisteva fino ai primi anni duemila a palazzo Guarienti fu demolita proprio per lasciar posto alla biblioteca. Durante l’amministrazione guidata da Albino Pezzini partì l’operazione di restauro dello storico edificio settecentesco, con contributi da parte della Regione Veneto e della Fondazione Cariverona. Fu poi la prima giunta di Angelo Tosoni, con un forte impegno da parte dell’assessore alla Cultura, Leonardo Oliosi, a riorganizzare la nuova biblioteca comunale, riportandola dove era stata negli anni ottanta, dopo che nella fase iniziale (nacque nel 1969) era stata ospitata nel palazzo municipale dove ora c’è l’ufficio della Pro loco. Ed è lo stesso Oliosi, ora consigliere di minoranza, a raccontare le fragilità della struttura intraviste durante il doppio mandato (2009-2019). «La nostra amministrazione», ricorda Oliosi, «si trovò una prima parte dell’intervento, con gli impianti, già realizzata e sperammo di poter andare avanti senza problemi per un bel po’ di tempo. In realtà non fu così e abbiamo più volte riscontrato quanto una struttura così complessa sia fragile». Oliosi rammenta, oltre alle immancabili manutenzioni, la difficoltà nell’individuare una perdita situata fortunatamente all’esterno della biblioteca. «Fu dura e dovemmo tirar via parte della pavimentazione del cortile», continua Oliosi, che allora aveva anche la delega ai Servizi, «per capirne qualcosa. A individuare la perdita, dopo vari tentativi, fu poi un operaio del Comune, Giorgio Masin». •

Alessandro Foroni
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