VVB Per La Vita

29.11.2019

Julio, Alex, Andrea: da «rifiuti» a speranze per il futuro

Julio, 13 anni, è arrivato nella casa-famiglia di Sinergia a Lima, in Perù, dopo essere stato contattato dagli educatori di strada. Faceva parte di quel gruppo di ragazzi che dormono sotto le barche del porto. Era arrivato da Huancayo per lavorare. Il padre violento, la madre in ospedale per un tumore aggressivo.

«Dopo un anno con noi, Julio è completamente rinato. Sorride con un sorriso aperto e solare. Va a scuola. È uno dei primi della classe. Suona nella banda. Vede nella nostra struttura di accoglienza la sua famiglia», raccontano i volontari. «Soprattutto, ha ripreso i contatti con la famiglia di origine, arrivata a Lima proprio per rivederlo. La nostra psicologa ha fatto da mediatrice, i nodi più grossi si sono sciolti ed ora Julio e famiglia hanno voglia di recuperare il tempo perduto». Romel, invece, ha passato la vita tra gli orfanotrofi e la strada.

Sinergia lo aiuta dal 2016 e non lo abbandona nemmeno ora che è maggiorenne. «Prima li accompagniamo verso l’autonomia, aiutandoli a cercare una casa in affitto, educandoli alla logica dei risparmi, magari incentivandoli a riprendere gli studi», racconta la fondatrice dell’associazione, Alessandra Donatelli. «Mi ha confessato che se avesse trovato prima una casa come la nostra, avrebbe sicuramente lasciato la strada tanti anni fa. Parole preziose per chi come noi crede fermamente che i ragazzi possano cambiare, se si offrono loro opportunità e un ambiente amorevole in cui sentirsi a casa».

Alex, 15 anni, si era perso per le strade della capitale. Abbandonato da piccolo dal padre, la madre, alcolista, aveva perso la sua custodia. Era a Lima per lavorare e aiutare la mamma, che adorava. Ma dopo mille traversie, dei periodi in istituto e poi la fuga, i pochi soldi che se ne andavano in cibo e colla da sniffare, Alex chiede aiuto ai volontari di Sinergia per riuscire a tornare a Huancayo, la sua città. E loro attraversano la città per accompagnarlo al terminal degli autobus e puntare sulla prevenzione. «È un ragazzo sveglio, intelligente, consapevole delle difficoltà familiari e con progetti chiari per il suo futuro: vuole diventare psicologo per aiutare i giovani in difficoltà», racconta Donatelli. «Il problema era farlo viaggiare, perché aveva perso i documenti. Abbiamo trovato un autista sensibile disposto ad aiutarlo. È arrivato all’una di notte, ha dovuto dormire per strada, ma la mattina dopo è riuscito a concludere il suo viaggio.  Ora siamo in contatto con la madre e i fratelli e il nostro aiuto continuerà a distanza, per lo studio e per la gestione dei legami familiari».

Infine c’è Andrea, 22 anni, la prima delle ragazze ospitate da Sinergia nella casa-famiglia di Lima, che ora ha raggiunto la vita autonoma. «Sento per lei sentimenti di “madre”, sono così orgogliosa che oggi sia una donna con sogni e opportunità reali e che non sia appassita fra le crepe delle strade entrando nei giri dello sfruttamento sessuale o drogandosi fino a diventare schizofrenica, come è successo e continua a succedere a molte bambine e ragazze di Lima», conclude la fondatrice. E lei ricambia: «Essere stata in casa-famiglia mi ha cambiato la vita», mi ha scritto qualche giorno fa sul cellulare, aggiornandomi sulla sua vita degli ultimi mesi. «E tu, per me, sei come una mamma”». Il numero di minori in strada a Lima (ma il fenomeno c’è in altre città peruviane) non è altissimo, qualche migliaio di bambini, adolescenti e giovani, ma le loro condizioni sono così estreme che gli enti pubblici preposti alla tutela dell’infanzia non sono riusciti ad attivare programmi per recuperarli e reinserirli nella società.

Elisa Pasetto
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