«Non potete insegnare»

Conservatorio,
scoppia il caso
di 150 diplomati

«Non potete insegnare»
Il direttore Federico Zandonà
Il direttore Federico Zandonà
Il direttore Federico Zandonà
Il direttore Federico Zandonà

La parole fanno la differenza. Segnano il confine tra la possibilità o meno di accedere a un concorso abilitante per l’insegnamento. Accade a 150 diplomati del Conservatorio «Dall’Abaco» di Verona e per quelli del «Casella» dell’Aquila. Un inghippo amministrativo, che preclude però la cattedra. Da un anno il direttore Federico Zandonà bussa alle porte del ministero dell’Istruzione per ottenere l’equipollenza dei titoli. Gli studenti hanno seguito la medesima strada, lettere su lettere: Roma, finora, non ha dato risposta.

 

PAROLE. La differenza sta nella denominazione di due corsi: «Diploma Accademico di Specializzazione in Musicoterapia» e «Diploma Accademico di secondo livello in Musicoterapia». Il secondo, attivo a Ferrara e incluso nell’elenco del 2016 che fissa i titoli di studio validi per l’insegnamento, consente l’accesso al concorso per le cattedre. Il primo invece, attivato nel 2005 a Verona e L’Aquila, risulta escluso dalle classi di concorso per la docenza. Una questione di forma più che di sostanza. «La situazione sarebbe risolvibile con un’iniziativa semplicissima, basterebbe una commissione di esperti che riconosca l’assoluta equivalenza dei percorsi didattici, dei titoli di ammissione, di valutazione e di uscita. Al di là della denominazione. Sarebbe», conferma Zandonà, «un impegno di pochi giorni. Ma richiede la volontà». Non lo dice ma è chiaro come sia questa a fare difetto.

 

MINISTERO. Esisteva, e non c’è più, il Cnam ( Consiglio nazionale per l’alta formazione artistica e musicale), cui spettava di stabilire i criteri didattici e amministrativi determinanti per l’accesso alla docenza. Un organismo liquidato nel 2012 e da allora mai sostituito. «Basterebbe una commissione sostitutiva, un impegno minimo per risolvere una vicenda che ha evidentemente del paradossale», spiega Giampiero Carollo, portavoce dei diplomati esclusi dai concorsi. «Poche ore di impegno per sanare una situazione e dare il medesimo valore legale a titoli assolutamente omologhi. Nel 2003 un riconoscimento analogo venne attribuito ai corsi di sassofono e percussioni». Oggi, dopo la liquidazione del Cnam, la strada sembra in salita.

 

LA STRATEGIA. La protesta dei diplomati del «Dall’Abaco» e del «Casella» è sulle scrivanie del ministero, prima destinataria la titolare, Valeria Fedeli. «Stiamo chiedendo da un anno», sottolinea il direttore Zandonà, «ma finora non vi sono state risposte anche se sarebbero assolutamente a “costo zero“. Non intendiamo avviare una battaglia ma sollecitare il riconoscimento di una situazione ovvia». Con riflessi però sull’attualità e sul futuro: «Gli allievi concludono i corsi, altri si iscrivono, tutti con la medesima incertezza», dice il direttore del «Dall’Abaco». La musica è uguale ma a Roma, per qualche motivo, arriva su una tonalità diversa. • 

Paolo Mozzo

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