La conferenza stampa

Zaia: «Non facciamo open day con AstraZeneca e Johnson sotto i 60 anni»

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Zaia in diretta 10 giugno

Il presidente della Regione Luca Zaia in diretta da Marghera alle 12.30 aggiorna sulla situazione del Covid-19 in Veneto.

 

I DATI:

Fatti 4.953.277 tamponi, e 5.490.651 molecolari: positivi trovati nelle ultime 24 ore, 88, ovvero 0,26%. Attualmente positivi sono 6185.

I ricoverati sono 510, di cui 452 in area non critica (-26) e 58 in terapia intensiva (-4). L'Rt è 0,68, l'incidenza è 14,7%.

 

VACCINI:

Abbiamo 444mila vaccini in magazzino, ma di questi 150mila sono AstraZeneca e 78mila Johnson&Johnson, quindi a binario morto, li usiamo per i richiami e per vaccinare gli over 60 che non si sono ancora vaccinati. Ad oggi l'accesso diretto senza appuntamento è possibile solo per gli over 60 per il Johnson. Noi non abbiamo mai fatto e non faremo open day con AstraZeneca e Johnson sotto i 60 anni. Sono in arrivo altri Pfizer. 

 

Faremo i vaccini ai turisti, ma non sarà un fiume, ma è un atto di attenzione nei confronti degli ospiti e per noi l'ospite è sacro. Se c'è una necessità noi ci siamo. Per farlo a noi servono: i vaccini innanzitutto, e la controparte dalla sua regione di provenienza. 

Il green pass prelude a una terza dose, perché dopo 9 mesi scade. Ma ad oggi non c'è una terza dose prevista. Vedremo come coinvolgere i medici di base, in ogni caso saremo pronti. Le vaccinazioni in Veneto sono progettate e fatte dal Veneto, nessuno viene da fuori a organizzarcele. 

 

ASSESSORE MANUELA LANZARIN

Visite alle case di riposo: abbiamo applicato l'ordinanza del Ministero Salute dell'8 maggio, specificando anche le norme sui tamponi e le modalità di accesso alle Rsa. Dalla ricognizione è emerso che alcune strutture ancora non hanno aperto alle visite o le hanno con i plexiglas, solleciteremo l'applicazione dell'ordinanza.

Abbiamo chiesto una circolare chiarificatrice anche per gli accessi in ospedale, ma in ogni caso le cose non torneranno più come prima: non si potrà più entrare a qualsiasi ora, senza regole e senza avvisare.

Il Piano di sanità pubblica è stato approvato martedì in Giunta, aggiorna il Piano precedente su screening, diagnostica, vaccinazioni, sicurezza ambienti di lavoro, riaperture centri diurni per anziani non autosufficienti e Ceod.

 

DOTT. FRANCESCA RUSSO (Direttore della Prevenzione Veneto):

Il contact tracing in questa fase di bassa circolazione del virus deve continuare e anzi aumentare. In questa fase è più facile sorvegliare tutti i contatti, non solo i familiari e stretti, ma anche quelli a basso rischio. Le varianti infatti necessitano di controlli anche con contatti meno stretti.

Con le altre Regioni abbiamo valutato il numero minimo di tamponi in base all'incidenza: 150 tamponi su 100mila, in caso di bassa incidenza come è oggi. In Veneto di prassi ne facciamo molti di più, da 15mila fino a 30mila al giorno. E potrebbero esserci punti test per testare personale dei centri estivi o persone che vanno a grandi eventi.

Quarantena: è stata riportata a 10 giorni, con la differenza per i casi legati a varianti.

Per gli operatori sanitari vaccinati il test andrebbe fatto ogni 30 giorni o ogni 7 se non vaccinati. Nelle Rsa per ospiti periodicità di 20 giorni per vaccinati e 7 giorni per non vaccinati.

Test per viaggi o lavoro: possibili nelle farmacie o laboratori privati accreditati o nei punti tampone a libero accesso. Anche i turisti che devono fare il test per ripartire.

Una prossima delibera chiarirà il costo del tampone per i turisti.

Ora sono disponibili anche il test salivare, quindi molecolare, e i test di laboratorio di quarta generazione.

Un capitolo è dedicato all'auto-test, il cui utilizzo seguirà le indicazioni nazionali: al Ministero abbiamo chiesto la possibilità di questa modalità alternativa, in contesti lavorativi o per eventi. Vorremmo portare avanti un progetto pilota con aziende e organizzatori di eventi.

 

Altri vaccini: per quanto riguarda il vaccino per l'epatite C partirà un progetto regionale su cui stiamo lavorando da anni, per le classi dal 1969 al 1989, che verranno contattate o in occasione di vaccinazione Covid o attraverso il medico di base. 

 

In genere per i vaccini sono previste tre dosi, le prime due ravvicinate e la terza dopo circa 12 mesi, potrebbe essere così anche per l'anti Covid, ma va modificata la scheda tecnica per poter definire il calendario vaccinale e ad oggi non è stato fatto. Per il Covid la copertura è di 9 mesi, per quello che sappiamo. In ogni caso anche dopo la terza dose, potrebbe essere necessario un richiamo nel tempo, ma non abbiamo ancora sufficiente esperienza sul Covid. Il monitoraggio è continuo.

 

 

D.B.A.

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