Il monitoraggio settimanale

Rt nazionale sopra l'1 per la prima volta dopo sette settimane. «L'epidemia accelera»

L'Rt medio nazionale raggiunge quota 1,06. L'indice di contagio medio calcolato sui casi sintomatici di coronavirus era 0,99 la scorsa settimana, con un limite superiore già oltre 1. Nel dettaglio, l'indice supera «1 per la prima volta in 7 settimane», come evidenzia il report sull'epidemia di Sars-CoV-2, frutto del monitoraggio settimanale della Cabina di regia Istituto superiore di sanità (Iss)-ministero della Salute. «Nel periodo 10-23 febbraio - si legge - l'Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 1,06 (range 0,98-1,20)».

 

Forte aumento nel numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione: 41.833 contro i 31.378 della settimana precedente. Scende la percentuale dei casi rilevati attraverso il tracciamento dei contatti (28,8% rispetto al 29,4%). Scende anche, la percentuale di casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (35,2% vs 36,1% la settimana precedente).

 

INCIDENZA - «Nella settimana 22-28 febbraio, dopo un periodo di crescita, si osserva una netta accelerazione nell’aumento dell’incidenza a livello nazionale rispetto alla settimana precedente. Si passa a 194,87 casi per 100.000 abitanti contro i 145,16 per 100.000 nella settimana 15-21 febbraio», è il dato che emerge dal report.

 

TERAPIE INTENSIVE -  «Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è complessivamente in aumento (26% vs 24% della scorsa settimana). Il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è in aumento da 2.146 (23 febbraio 2021) a 2.327 (2 marzo 2021); anche il numero di persone ricoverate in aree mediche è in aumento, passando da 18.295 a 19.570» nello stesso periodo.

 

MORTALITÀ -  Dall'inizio dell'epidemia e fino al 31 dicembre 2020 l'incidenza dei decessi Covid-19 sulla mortalità per il complesso delle cause per ripartizione tra aree geografiche è stata del 14,5% al Nord, del 6,8% al Centro e del 5,2% nel Mezzogiorno. Le fasce di età sono: 4,6% del totale nella classe 0-49 anni, 9,2% in quella 50-64 anni, 12,4% in quella 65-79 anni e 9,6% in quella di ottanta anni o più. Lo evidenzia il Rapporto Iss-Istat "Impatto dell'epidemia covid-19 sulla mortalità totale della popolazione residente anno 2020".
   
Il contributo più rilevante all'eccesso dei decessi 2020, rispetto alla media degli anni 2015-2019, è dovuto all'incremento delle morti della popolazione dagli 80 anni in su che spiega il 76,3% dell'eccesso di mortalità complessivo; in totale sono decedute 486.255 persone dagli 80 anni in su (76.708 in più rispetto al quinquennio precedente). L'incremento della mortalità nella classe di età 65-79 anni in termini assoluti rispetto al dato medio 2015-2019, è di oltre 20 mila decessi (totale di 184.708 morti nel 2020).



Il bilancio della prima fase dell'epidemia, in termini di eccesso di decessi, è particolarmente pesante per la Lombardia (+111,8%); per tutte le altre regioni del Nord l'incremento dei morti del periodo marzo-maggio 2020 è compreso tra il 42% e il 47%; solamente il Veneto e il Friuli Venezia Giulia hanno un eccesso di decessi più contenuto (+19,4% e +9,0%). Al Centro si evidenzia il caso Marche (+27,7%), regione che si distingue rispetto all'incremento medio (+8,1%).  Nella seconda ondata, rileva il report, si hanno cambiamenti negli eccessi di mortalità.

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