Libertà di stampa

Rischio di censura delle Procure sulle notizie, la protesta dei giornalisti a Venezia

Quasi impossibile informare i cittadini su gravi vicende di cronaca a causa della cattiva interpretazione di una circolare europea sfociata in un decreto della ministra della Giustizia Marta Cartabia
La manifestazione sulla libertà di stampa a Venezia (Verzè)
La manifestazione sulla libertà di stampa a Venezia (Verzè)
Manifestazione per la libertà di stampa a Venezia

L'Italia occupa il cinquantottesimo posto nella classifica mondiale sulla libertà di stampa e la graduatoria sta rischiando di peggiorare. Da diversi mesi ormai per i giornalisti è diventato quasi impossibile informare i cittadini su alcune gravi vicende di cronaca, e a causa della cattiva interpretazione di una circolare europea sfociata in un decreto della ministra della Giustizia Marta Cartabia.

La norma, pensata per tutelare la presunzione d'innocenza, sta di fatto bloccando ogni comunicazione fra le procure e la stampa, provocando un black out di informazione anche su fatti di estrema gravità. L'ultimo esempio, il caso del diciassettenne morto nel Veneziano durante uno stage e sul cui caso procure e forze dell'ordine non avevano pubblicato alcunché.

Il procuratore di Venezia Federico Prato alla manifestazione dei giornalisti (Verzè)
Il procuratore di Venezia Federico Prato alla manifestazione dei giornalisti (Verzè)

Sindacati dei giornalisti in piazza

A Venezia per questo motivo si sono dati appuntamento i sindacati dei giornalisti di Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige per manifestare a favore del diritto dei cittadini di essere correttamente informati. Hanno incontrato il procuratore generale di Venezia Federico Prato al quale hanno manifestato il grave rischio che sta correndo la libertà di stampa.

Dal procuratore di Venezia Federico Prato, l'impegno a un incontro con gli omologhi regionali e nazionali per stabilire una linea di condotta che garantisca un rapporto corretto fra giustizia e informazione e non imponga una censura sulle notizie. 

Riccardo Verzè