La conferenza stampa

Zaia: «Dati da zona gialla, ma tutto aprile in trincea. Rischio stop Astrazeneca». Rosi: «Ospedali? Situazione stabile ma inquietante»

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Luca Zaia - punto stampa 7 aprile 2021

Luca Zaia torna in diretta per dare gli ultimi aggiornamenti sull'emergenza coronavirus in Veneto. Ad oggi sono circa 1 milione e 31mila i vaccini somministrati nella regione, il 5,8% dei veneti ha completato il ciclo di vaccinazione.

 

Nel corso del punto stampa, Zaia ha fornito i dati ufficiosi che vedono il Veneto in possibile zona gialla, ma se non ci saranno modifiche al decreto nazionale, tutta Italia è prevista in zona rossa o arancio fino a fine mese. Il presidente, comunque, non gioisce troppo perché, sottolinea, la pressione negli ospedali è ancora alta e l'andamento dei contagi è altalenante. Il dottor Paolo Rosi (responsabile del 118 veneto) riferisce infatti che nell'ambito dei ricoveri la «situazione è stabile da un punto di vista clinico, ma inquietante da un punto di vista organizzativo».

 

L'altro motivo di preoccupazione per il presidente è la fornitura di vaccini. Il problema ora arriva da Astrazenca sul quale oggi (alle 16 la conferenza stampa) l'Ema potrebbe decidere lo stop totale o l'uso per i soli over 65. Senza Astrazeneca «potremo riuscire a fare solo i richiami», precisa Zaia che sottolinea che l'arrivo di Johnson & Johnson è previsto per metà aprile e non saranno molte dosi. Il grosso della fornitura di  Janssen è programmato per maggio.   Domani pomeriggio è previsto il vertice Stato-Regioni sulla questione forniture vaccini e possibili aperture.

 

Qui di seguito i dettagli della diretta:

 

BOLLETTINO

«Sono 1.111 i positivi  al coronavirus nelle ultime 24 ore, pari al 2,53% dei tamponi eseguiti. Sono 35.537 i positivi ad oggi, in calo. Sono 2.298 (+11) i ricoverati totali. I numeri negativi sui ricoveri ancora non si vedono e questo ci preoccupa. I ricoveri sono così divisi: 1.975 (+3) in area non critica  e 323 (+8 ) in intensiva. Totale dei morti +103, non è un dato reale perché abbiamo avuto un blocco del sistema, ma sono sempre tanti» 

 

DATI DA AREA GIALLA

«L'infezione c'è, lo vediamo dai numeri e dalle terapie intensive e dai morti. Al momento, abbiamo un Rt non confermato a 0.96 e 168,4 di incidenza. Stiamo calando, siamo da zona gialla in questo momento. Ma sapete che per legge non lo saremo perché fino al 30 aprile tutta Italia è arancione o rossa, quindi faremo tutto aprile in trincea. Abbiamo realtà come Padova e Verona con forte pressione ospedaliera. C'è stata una fase di arresto nei ricoveri di qualche giorno e poi la curva ha ripreso a salire»

 

POSSIBILE STOP ASTRAZENCA

«Oggi abbiamo fatto una riunione importante con i direttori generali, ma il problema principale è quello che ci dirà Ema oggi sull'uso di Astrazeneca, ma non sono molto fiducioso. Il rischio concreto è che si tolgano gli under 65 dalla vaccinazione se non la sospensione totale e questo ci crea non pochi problemi. Se scompare Astrazeneca capite che la campagna vaccinale rischia un rallentamento non da poco e poi c'è il problema dei richiami. Senza Atrazeneca avremo un "buco" del 50 per cento. E se venisse ridotta la sua possibilità di utilizzo, avremo le dosi ma non le persone da vaccinare, perché adesso possiamo usarlo dai 16 ai 55 anni, se dicono che va bene solo per gli over 65, si riduce la base di persone vaccinabili». 

 

PROBLEMI FORNITURE

«Nella migliore delle ipotesi passerà il modello tedesco e dovremo usare solo Moderna e Pfizer. Johnson & Johnson arriverà in poche quantità ad aprile, poi il grosso a maggio. A maggio abbiamo una previsione di 1 milione e 90mila dosi. Ci serve stabilità di fornitura. Tragedia vaccini, senza forniture rischiamo di avere dosi solo per i richiami e di dover fermare le nuove vaccinazioni». 

 

DISGUIDI VACCINI DISABILI

«Stamattina abbiamo parlato di disabili e questi disguidi che non sono simpatici. Stiamo cercando una soluzione informatica: si pensa di modificare il sito di prenotazione obbligando chi non si ritrova riconosciuta la fragilità, alla presentazione della certificazione al momento della vaccinazione perché per quanto aggiorniamo le liste di disabilità, mancherà sempre qualche codice. Mi auguro per domani sia trovata la soluzione» 

 

CONTAGI IN FAMIGLIA

«Abbiamo notizie che molti dei contagi nascono in famiglia, figli che vanno a pranzo dai genitori e nonni, quindi la raccomandazione è sempre la stessa: lavarsi spesso le mani ed evitare ogni tipo di assembramento, anche andando dal parrucchiere o al supermercato nei giorni e negli orari meno frequentati. Poi vedremo l'effetto che avrà sui contagi la riapertura delle scuole. Dobbiamo venirne fuori più velocemente possibile, questo poco ma sicuro». 

 

VERTICE

«Domani alle 14 avremo un vertice tra Regioni in previsione di quello delle 17 con il Governo. Credo che il tema vaccini sarà quello cogente» 

 

PROTOCOLLO FARMACIE

Interviene l'assessore Lanzarin: «Approvato il protocollo con le farmacie. Protocollo molto semplice, il punto è la fornitura di vaccini. Il compenso nazionale è di 6 euro a vaccino, anche il farmacista può fare il vaccino, in un locale separato dal resto, previo corso e tutoraggio della Regione. Saranno 5-600 le farmacie che aderiranno e poi in base ai vaccini potremo programmare anche la loro operatività» 

 

SITUAZIONE OSPEDALI: «STABILE MA INQUIETANTE» 

Interviene il dottor Rosi: «Sono 659 i letti attivi sui mille disponibili, dato che sta continuamente aumentando. I letti occupati sono sempre di più, dal 31 marzo abbiamo una ripresa: superati i 300 malati covid. L'andamento segue quello dei ricoveri e non vediamo un calo. Le previsioni ci dicono circa 320-360 posti letto occupati nelle prossime settimane, quindi molto vicini al picco di dicembre. Fondamentale quindi tenere alta l'attenzione. Nei primi giorni di aprile gli ingressi sembravano stabilizzati sotto i 20 al giorno, da lunedì di Pasqua sono 24, un carico di lavoro molto alto soprattutto tenendo presente l'andamento delle dimissioni. Il dato positivo è la mortalità in terapia intensiva: sembra diminuita, da 45% a 30-35%, questo in parte dovuto alla riduzione dell'età dei ricoverati in intensiva (60enni sono il 38% e  i 70enni sono il 35%, quasi scomparsi gli ottantenni dalla rianimazione). La situazione è stabile dal punto di vista clinico, inquietante dal punto di vista gestionale. Impone drastica riduzione dell'attività ospedaliera non covid» 

 

FOCOLAI NELLE CASE DI RIPOSO

Rosi: «Nei focolai delle case di riposo si dimentica di dire che sono positivi ma tutti asintomatici, segno che il vaccino funziona». Lanzarin: «Abbiamo verificato tutte le situazioni di positività nelle rsa e abbiamo solo due casi di pazienti ricoverati e provenivano da strutture esterne, tutelata comunque la struttura anziani»  

Giorgia Cozzolino