La conferenza stampa di Zaia

«Contagi in crescita, siamo a rischio arancione. Scuole, sarei per un fermo preventivo»

Luca Zaia - punto stampa 3 marzo 2021

Luca Zaia torna in diretta per dare gli ultimi aggiornamenti sui contagi da coronavirus nel Veneto. Il presidente torna sulla questione scuole, vaccini e sul nuovo Dpcm firmato ieri dal presidente del Consiglio Mario Draghi. 

 

Zaia si dice «molto preoccupato» per l'aumento dei contagi e degli accessi negli ospedali e sostiene che, pur non avendo ancora l'indice Rt, venerdì il Veneto rischia di passare di classificazione in arancione. Ammette anche che, in questo momento, il Veneto si trova in un'isola felice, ma che è circondato da regioni con una situazione epidemiologica grave e che è necessaria la massima attenzione.

 

A tal proposito, Zaia parla delle scuole e dice che, a titolo prudenziale, lui le chiuderebbe: «Chiuderle in zona rossa significa chiudere la stalla quando i buoi sono scappati, vuol dire che ti trovi già con gli ospedali pieni».

 

Sulla questione vaccini, Zaia si augura che il presidente Draghi prenda in mano «velocemente e ferocemente la situazione perché se attendiamo l'Europa moriamo di vecchiaia».

 

Qui di seguito i dettagli della diretta:

 

BOLLETTINO

«Sono 1.272 i nuovi casi nelle ultime 24 ore, pari al 2,88% dei tamponi eseguiti. Sono 1.349 i ricoveri, +10 (155) in intensiva e 1.194 (+22) in area non critica. 17 i decessi. Gli attualmente positivi sono 25.764»

 

ZONA ARANCIO

«Innegabile che un aumento c'è, siamo circondati e siamo ancora in trincea, non possiamo togliere la mimetica. Abbiamo avuto una boccata d'ossigeno per due mesi e la nostra regione si trova, rispetto alle altre, in una situazione epidemiologica buona. Siamo un'isola felice, ma è una situazione temporanea perché basta guardare la situazione scolastica. Non abbiamo ancora il dato Rt ma siamo a rischio di tornare arancioni, penso che già domani potremmo avere qualche dato».

 

MOLTO PREOCCUPATI

«Siamo molto preoccupati, non moderatamente preoccupati. Ieri nel vertice Stato-Regioni, ho sentito che i colleghi hanno raccontato cose inquietanti e per tutti vale la stessa cosa: da un momento all'altro arriva il disastro, come un terremoto. Noi speriamo di aver già dato con il nostro novembre-dicembre, anticiclico e in solitaria. E non vorremmo ripassarci. In quel momento sembrava che il Veneto avesse dimenticato le buone pratiche, ma era il virus che era cambiato, abbiamo avuto la sfortuna di essere da soli. Io non voglio inquietare nessuno, ma c'è un po' di letteratura che parla di reinfezioni per chi l'ha già avuto, quindi anche se l'hai già passato, devi girare con la mascherina lo stesso»

 

SCUOLE

 «Chi protesta per l'eventuale chiusura delle scuole ha ragione da vendere, ma dobbiamo fare ragionamenti scevri da questioni ideologiche, abbiamo il dovere di decidere sulla base della situazione epidemiologica. Se è vero che il Dpcm sulle scuole ha scritto, è altrettanto vero che si riconosce che la scuola è uno dei nodi nevralgici della pandemia. Ma l'ho detto anche ai ministri, se chiudi le scuole in zona rossa vuol dire che chiudi la stalla quando i buoi sono scappati perché tu hai già la sanità e gli ospedali che boccheggiano. Se volete la mia opinione io sarei per un fermo preventivo delle scuole»

 

INCIDENZA COMUNALE

«Tra i parametri per la chiusura delle scuole, oltre alla zona rossa, c'è anche quello dei 250 casi su 100mila abitanti. Abbiamo quindi avviato, e nei prossimi giorni ve ne daremo conto, un monitoraggio con l'incidenza comunale. Ad esempio sappiamo che ora a Padova incidenza 198 su 100mila, che è la più alta, ma se andiamo a vedere l'incidenza per tutti i comuni, magari possiamo essere un po' più chirurgici. Detto questo monitoriamo ora per ora la situazione scolastica e quella ospedaliera»

 

DPCM

«Se l'avessi scritto io il Dpcm, vista la situazione, avrei fatto un fermo scolastico prudenziale per le superiori e poi, a scendere, asili ed elementari solo con bonus baby sitter. Rincorrere un 250 casi su base regionale non ha senso perché rischi di avere province più colpite di altre. Fondamentalmente il Dpcm riprende quello che è la suddivisione della zone che, personalmente condivido perché ci ha permesso di evitare il lockdown, ovvero chiuso tutto tranne attività essenziali. Vedo esaltazione nazionale del divieto di consumazione se non da seduti, ma da noi c'era già»

 

CAMPAGNA VACCINALE

«Abbiamo messo da parte le dosi per i richiami però potremmo dire, usiamoli, buttiamo il cuore oltre l'ostacolo, ma se poi non arrivano più? Lavoriamo con quello che arriva. Stiamo per chiudere l'accordo con i medici di base, ma il problema non è farli, è averli questi vaccini. Il cambio di passo? Manca la materia prima. Possiamo arrivare a 45-50mila vaccinazioni al giorno che è la quantità di dosi che adesso arrivano a settimana»

 

VACCINI ED EUROPA

«Spero tanto che il presidente Draghi prenda in mano la questione vaccini ferocemente e velocemente perché se aspettiamo l'Europa moriamo prima di vaccinarci. Moriamo di vecchiaia. Io penso che anche l'azione dell'Austria serva a dare la sveglia all'Europa.»

Giorgia Cozzolino

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